Nov 24, 2017 Last Updated 8:34 AM, Nov 10, 2017

Missionarietà in comunione e collaborazione con la chiesa universale e locale

Categoria: 2017
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18 luglio

Anche durante la mattinata odierna l’assemblea capitolare è stata arricchita e fortemente stimolata dall’intervento di padre Fabrizio Meroni, missionario del PIME con una decennale esperienza apostolica in Brasile e attualmente membro del direttivo della Pontificia Opera Missionaria. Nello svolgimento della tematica affidatagli, “Missionarietà in comunione e collaborazione con la chiesa universale e locale “, padre Fabrizio ha posto in rilievo l’importanza della prossima celebrazione, nell’ottobre del 2019, di un mese missionario straordinario, per volontà di Papa Francesco a livello della Chiesa universale, al fine di rinnovare l’ardore e la passione della missione.
Ha quindi delineato, con profondità e intensità di contenuti teologici ma anche esperienziali, i fondamenti della missione nella Chiesa, a partire dal paradigma dell’amore coniugale come chiave di lettura propriamente missionaria di ogni esperienza umana con cui la missione mette a confronto. Cuore e radice della missione, ha più volte rimarcato padre Meroni, è il Vangelo e la centralità della Pasqua che sollecita a rompere le strutture di male sedimentate nelle culture e a dare priorità all’annuncio della vita piena in Cristo come autentica capacità di servire la vita dell’uomo nella sua concretezza, di aprire orizzonti di senso, di fare proposte che incidono nel vissuto, ponendosi a fianco dell’umanità d’oggi interessandosi davvero alla sua esistenza. In questo modo la missione del cristiano, radicata nel dono del Battesimo che immediatamente rende partecipi dell’invio, diviene anche coscienza critica, presa di posizione evangelica nei confronti della realtà, capacità di confrontarsi col limite, col peccato, sapendo dire con coerenza la verità e accompagnando alla verità. La missione della Chiesa è per la salvezza (che interessa tutti, poiché tutti ne abbiamo bisogno), perché la vita sia in abbondanza (cf. Gv 10,10), manifesti la fecondità dell’incontro di cui l’amore tra uomo e donna, nel vincolo sacramentale e indissolubile del matrimonio, è l’espressione storica più alta, coniugalità che è figura della sponsalità con il Signore Gesù. È tale comunione la struttura fondamentale della salvezza e la dinamica pasquale dell’esistenza, che dalla concretezza dell’Eucarestia è sprigionata nella vita di fede, diventando provocazione e testimonianza.
L’esposizione, intervallata da riferimenti a esperienze concrete e sostenuta dal riferimento al magistero ecclesiale (soprattutto del Vaticano II e degli ultimi tre Pontefici) ha suscitato un vivace dibattito che ha toccato temi quali, ad esempio, il rapporto tra chiesa locale e sette in alcune missioni: padre Fabrizio ha rilevato come le difficoltà in questo ambito – così come nel caso dell’indifferenza che si può registrare attualmente in tanti paesi, specie occidentali – provochino la Chiesa cattolica a verificare l’effettiva potenzialità dell’annuncio di intercettare la vita concreta delle persone e a ripensare organizzazioni “parrocchio-centriche” ormai inattuali. Ulteriori provocazioni sono venute da riflessioni riguardo l’urgenza di ripensare in maniera matura il ruolo dei laici nella missione, ammettendo gli esiti negativi di una certa clericalizzazione dell’evangelizzazione; la necessità di recuperare una parresia, una franchezza nel denunciare quanto si discosta dal piano di Dio, per non permettere a se stessi e agli altri di essere poco seri con la vita; le situazioni matrimoniali e coniugali irregolari e gli approcci pastorali orientati ancora a tutelare la vita piena anzitutto; il dialogo interreligioso; la pastorale giovanile come ambito in cui l’unica missione che conta è favorire il discernimento vocazionale, interessandosi di cuore a ciò che è basilare nella vita di un giovane, ovvero la famiglia, la scuola, il lavoro. Il dialogo si è protratto fino all’ora di pranzo, evidenziando l’interesse di tutta l’assemblea e anche la disponibilità e prontezza del relatore nell’offrire chiavi di lettura e stimoli che certo ritorneranno utili e preziosi anche nella considerazione dello strumento di lavoro capitolare. Il Signore sta accompagnando davvero il capitolo con la sua grazia: lo Spirito aiuti a intuire le direzioni da intraprendere per essere missionarie oggi, ossia veramente donne di Dio.


 

 

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