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"L’ingresso nella
Terza Età è da considerarsi un privilegio per l’età
raggiunta.
È un traguardo, un periodo della vita per riconsiderare meglio
il passato,
per divenire esempio a tutto il popolo di Dio"
(Christifideles Laici, 48)
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Ora
a Gerusalemme c'era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e timorato
di Dio, che aspettava il conforto d'Israele; lo Spirito Santo che
era sopra di lui, gli aveva preannunziato che non avrebbe visto
la morte senza prima aver veduto il Messia del Signore.
Mosso dunque dallo Spirito, si recò al tempio;
e mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per adempiere
la Legge, lo prese tra le braccia e benedisse Dio...
C'era
anche una profetessa, Anna, aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava
mai dal Tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere.
Sopraggiunta, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino
a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme.
(Lc 2,25 - 38 ss) |
La persona anziana è chiamata a ripercorrere
la sua storia, riconoscendo la presenza del Signore nella propria
vita, con la consapevolezza che tutto viene da Lui e a Lui ritorna. "Custode della memoria collettiva",
annuncia la propria fede nell’attesa della venuta del Signore
e legge il tempo presente in funzione dell’Eternità. |
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Mentre serviamo gli anziani con speciale cura, li aiutiamo a:
- Scoprire l’amore di Dio nella propria
vita e nella storia;
- Approfondire il senso e il valore della
vita umana
e apprezzare la longevità;
- Sviluppare i carismi tipici dell’
anziano: dispensatore di sapienza,
testimone di speranza e operatore di carità.
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Cerchiamo di fare in modo che i poveri e gli anziani si sentano,
nelle nostre case, come "a casa loro".
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La "fantasia della carità",
si dispiega non tanto e non solo nell’efficacia dei soccorsi, ma
nella capacità di farsi vicini, solidali con chi soffre, così
che il gesto di aiuto sia sentito non come obolo umiliante, ma come fraterna
condivisione.
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