Nov 24, 2017 Last Updated 8:34 AM, Nov 10, 2017
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Nasce a Grotte di Castro (Viterbo), sulle rive del lago di Bolsena. il 24.4.1822. La religiosità e lo spirito di sacrificio dei genitori costituirono i primi elementi della sua formazione. Manifestò presto la sua vocazione alla vita religiosa. Accolto tra i Francescani Minori di Orvieto, ne vestì l'umile saio il 13. 2. 1838. Completò la sua preparazione sacerdotale a Viterbo e a Roma; fu ordinato ministro dell'altare il 17. 5. 1845. Continuò gli studi di filosofia e di teologia. Laureatosi, fu inviato come "lettore " in S. Teologia" a Venezia, nel convento di S. Francesco alla Vigna. In tutta la provincia minoritica veneta si diffuse rapidamente la fama di lui per la dottrina, l'osservanza fedele e lo zelo apostolico. Chiamato a svolgere delicati ruoli di servizio, fu poi eletto Ministro Provinciale della medesima provincia "S. Antonio" (27, 10. 1856).

Durante questo mandato, incontrò la Duchessa francese Laura Leroux de' Bauffremont, che gli confidò il progetto di fondare un Istituto religioso femminile, francescano e missionario. Prudente, saggio ed obbedientissimo quale era, ponderò con Dio e coi legittimi superiori l'originale proposta, che accolse quindi con eroica generosità.
Si pose allora, pienamente disponibile ed umile, accanto alla Duchessa entusiasta, con la quale (21.4.1861) diede inizio ufficiale alla Congregazione delle "Francescane Missionarie del Sacro Cuore", in Gemona del Friuli (Udine).
Neppure due anni dopo, però, si trovò completamente solo a dirigere l'opera e ad assistere le numerose suore già entrate, che rimasero prive di ogni mezzo di sussistenza, con il pericolo sempre incombente di naufragio. Il santo uomo impegnò tutte le sue energie spirituali, intellettive e fisiche per la causa, lottando contro ogni ostacolo, forte solo di pura fede ed abbandono nella Provvidenza divina. Soffri le più dure pene a causa della morte di tante giovani religiose, ed accettò le umiliazioni più crude per l'impotenza materiale a soccorrerle. Ma Dio gradì tanto sacrificio e manifestò tutto il suo amore guidando il piissimo servo attraverso ogni tempesta. L'Istituto fu salvo. Infatti! II Signore lo salvò grazie all'eroica dedizione di Padre Gregorio, alla sua vigilanza sulla fedeltà radicale alla regola di vita abbracciata e alla passione con cui attese che il carisma venisse tradotto genuinamente, anche in terra di missione.
Padre Gregorio fu indefesso anche nella cura e di orientare tante aspiranti alla vita religiosa e di formare le neomissionarie, che inviò e sorresse poi, zelantemente, nella lontana America (1865) e nel più vicino Oriente (1872), appoggiando sempre, nel contempo, l'opera pastorale di tanti parroci d' ltalia, veneti soprattutto, con l'avvio di molte attività educativo-assistenziali.
Nel frattempo fu per altre due volte eletto Ministro Provinciale (1871 e 1875), sempre oggetto di ammirazione devota, da parte di tutto il popolo di Dio, per le sue eccelse virtù.
Suo ideale supremo fu sempre la sola gloria di Dio, la mortificazione di sé, il servizio di tutti i fratelli. Trascorse così l'intera vita, nel nascondimento e nell'umiltà più esemplari, tutto donando e nulla chiedendo, se non per ovviare ad ogni genere di bisogno. Schivo dal farsi notare, trasfuse la ricchezza dello spirito nell'assiduità e determinatezza del suo impegno di padre amorevole e di educatore solerte.
Visse gli ultimi anni ritirato e discreto, nell'Ospizio - Foresteria del Convento "S. Maria degli Angeli", Casa Madre delle Suore Francescane Missionarie del S. Cuore" per le quali rimase fino alla fine il "padre" e il maestro. Ed ivi mori, il 23 gennaio 1894.
L'eredità preziosa dei doni di spirito, di cuore e di intelligenza è deducibile dai suoi scritti: ma il mistero profondo della santità della sua vita e della sua opera resta manifesto solo a Dio. A Lui tutta la lode per il dono e il modello che continua ad indicarci in questo suo servo: Padre Gregorio!


CRONOLOGIA ESSENZIALE

1822, 24 aprile      A Grotte di Castro (Viterbo) i coniugi Fioravanti, Antonio e M. Teresa  accolgono il loro ultimogenito, Ludovico: è il IX figlio, ma tre sono deceduti neonati.

1822, 25 aprile      Viene battezzato con i  nomi di Ludovico, Anacleto, Paolo e Flavio; nel 1826, a 4 anni, riceve la Cresima; a 6 anni rimane orfano della mamma.  

1830-38                Sono gli anni della sua prima formazione culturale, religiosa e temporale, che lo segnala per diligenza e intelligenza.

1838, gennaio        Si presenta al convento SS.  Trinità, presso Orvieto, e chiede ai Frati Minori francescani di essere accolto.

1838, 5 febbraio     Veste il saio francescano ed assume il nome di fra Gregorio dalle Grotte di Castro.

1839, 5 febbr.          Emette la professione solenne nel convento di Orvieto.

1845, 17 maggio      Compiuto l’intero corso di studi richiesto al clero, tra Viterbo (S. Maria del Paradiso) e a Roma (S. Maria in Aracoeli) nella cattedrale di VT viene consacrato sacerdote.

1846-49         Fra Gregorio è ammesso ai Concorsi generali di Teologia e Filosofia: è dichiarato a pieni voti Lettore (professore).

1849, 1 nov.   Il Ministro gen. p. Bernardino da Montefranco gli dà il mandato di trasferirsi a Venezia, in S. Francesco della Vigna, come docente.

1856-59         A Venezia in breve tempo, stimato da tutti, ricopre gli uffici di commissario generale, consigliere e segretario provinciale, e infine di Ministro (1856) della vasta prov. francescana S. Antonio

1859, ottobre         Conosce la duchessa Laura di Bauffremont, in abito religioso passionista, che, in breve, non potendo tornare a Roma, gli chiede di prestarsi come suo direttore spirituale. e di trovarle alloggio adatto: ha inizio il misterioso cammino dei due, come strumenti d Dio per attuare il suo piano.

1860, 11 giugno: Accolta la volontà di Dio e condiviso l’ideale fondativo di sr. Joseph (la duchessa), lascia il ministero presso i confratelli e accompagna la giovane donna francese per realizzare il piano di Dio.

1860, 19 nov.            Dopo lunga e onerosa dedizione per disporre di tutte le licenze previste, fino al Decreto eccles. (14 nov.) e civile (28 nov.) a Gemona del Friuli, nel monastero di S. Maria d. Angeli, Casa Madre dell’istituzione, veste del saio francescano, già indossato dalla fondatrice sr. Joseph, le prime 6 terziarie francescane missionarie, dando così inizio concreto alla nuova  associazione monastica.

1861, 21 aprile: Apertura solenne del Monastero. P. Gregorio gioisce per la tappa raggiunta, attendendo il segno della croce che la garantisca quale opera di Dio.

1861-63:   Le croci arrivano presto sulle sue spalle. Egli però con eroico sacrificio di tutto se stesso mette fondamenta all’istituz, sempre vacillante, anche a causa del fragile equilibrio temperamentale e inadeguata salute della fondatrice, che decide infine  lasciare la vita religiosa e tornare al secolo (25 genn. 1863).

1864-70:   Egli vive quindi l’esperienza più dolorosa del dramma spirituale ed umano per salvare l’Istituto, in perenne difficoltà di sopravvivere per minacce di estinzione. Nel frattempo fa visita per due volte alla fondatrice, a Nizza e a Torino, sempre fiducioso nel suo rientro in monastero, e salvaguardare la vita delle suore.

1865, ott.  Con la forza della sua fede, tra umiliazioni e sofferenze di ogni genere, il dolore di tante giovani vite stroncate da fame e malattie, memore del carisma missionario cui improntò l’istituto, impegnò ogni sforzo per dare vita alla prima missione all’estero, con l’invio di 3 suore negli Stati Uniti d’America, presso una povera parrocchia di emigrati tedeschi.

1866-72, nov. Rieletto per altri due mandati Ministro della sua provincia, continuò ad accompagnare le suore, custodendone la sopravvivenza anche dalle minacce di estinzione da parte del governo o dalla povertà estrema, trasmise loro, umile e povero, la purezza e la forza della sua fede, preparandole alla nuova missione di Costantinopoli, dove giunsero (nov. 1872) tra fratelli musulmani, ebrei e ortodossi.

1872-83    P. Gregorio si dedicò anche a stendere le Costituzioni, impegnandosi senza sosta di ottenerne l’approvazione, rinviata a causa dell’insicurezza economica e il pericolo di sfratto dal monastero oberato di debiti e ipoteche della duchessa; grazie alla sua opera instancabile le suore ottennero di acquistare l’edificio dalla fondatrice (aprile 1883) ed infine ottenere l’attesa approvazione dell’Ordine e della Chiesa (1886-1894). 

1887-94         Padre Gregorio, vive gli ultimi anni sfinito dagli stenti, fatiche, incomprensioni, ma nella serenità dell’uomo di Dio, tutto abbandonato in lui, sacrificando volentieri per le figlie anche le ultime energie.

1894, 23  gennaio: In umiltà e pace lascia la vita terrena per salire al Cielo il 23 gennaio 1894, colpito dal male alla fine della S.Messa.

Morendo nell’ospizio attiguo alla Casa Madre delle sue Suore volle così suggellare l’impegno a continuare a proteggerle dal cielo, rimanendo per tutte il padre buono e il maestro saggio, come sempre si era dimostrato lungo i 34 anni che trascorse accanto a  loro sacrificando tutto di se stesso.

1996:              Per la Causa di canonizzazione, in corso, dal 1995 l’inchiesta diocesana è stata consegnata alla Congregaz. per le Cause dei Santi, con giudizio positivo.  Nonostante che da tutte le figlie Padre Gregorio fosse ritenuto ed invocato come santo, quasi imitandone l’umiltà, solo dopo 100 anni dalla sua morte, esse proposero di introdurne la causa di canonizzazione, ma che ha contribuito felicemente a conoscerne la statura spirituale e a motivare sempre più il debito di lode e di gratitudine a Dio per il dono di questo suo Servo, il Padre Gregorio Fioravanti.

Serene e docili alla volontà di Dio, facendo filiale tesoro della sua eredità spirituale, attendono fiduciose di vederne riconosciuta la santità a gloria di Dio Padre.


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