Cari Fratelli e Sorelle,
il signore vi dia Pace.
È con speciale gioia e gratitudine che ci apprestiamo
a celebrare quest'anno la festa di san Francesco
di Assisi. La festa del 2007, infatti, acquista un
particolare significato a motivo della celebrazione della
grazia delle origini, che, ripercorrendo l'itinerario della
conversione del nostro padre san Francesco, ci aiuta a
vivere la nostra vocazione e missione oggi «con lucidità
ed audacia». Come è ormai costume, ogni anno noi,
vostri Fratelli del Definitorio generale, scegliamo una
priorità del sessennio per condividere considerazioni e
riflessioni. Quest'anno la priorità è l'evangelizzazione
e la missione.
Nel contesto dell'VIII Centenario, il 2007 ci stimola
ad osare di vivere il Vangelo, facendo memoria di due
episodi, che resero il nostro padre san Francesco consapevole
di essere stato chiamato dal Signore a vivere
secondo il Vangelo di nostro Signore Gesù Cristo: l'incontro
con il Crocifisso di San Damiano e quello con il
Vangelo della missione.
partire da cristo
per la missione nella chiesa e nel mondo
L'incontro con il Crocifisso di San Damiano fa parte
dell'origine della missione ecclesiale di Francesco.
L'invito del Signore, «va', ripara la mia casa, che, come
vedi, è tutta in rovina» (2Cel 10), san Francesco l'ha inteso
come missione ecclesiale e profetica, contribuendo
così al rinnovamento della vita della Chiesa. San Bonaventura,
riassume ed interpreta la missione ecclesiale di
Francesco: «così come furono riparati i tre edifici, sotto
la guida di quest'uomo santo si sarebbe rinnovata la
Chiesa in tre modi: secondo la forma di vita, secondo la
Regola e secondo la dottrina di Cristo da lui proposte»
(LegM II,8).
Il secondo episodio, che vogliamo ricordare, è
l'incontro di Francesco con il Vangelo dell'invio missionario,
da lui ascoltato durante la santa Messa nella
Porziuncola. Francesco si sentì toccato dal brano evangelico
dell'invio dei discepoli a due a due, senza portare
nulla, per annunciare la pace, il regno di Dio e la penitenza.
Trovando una chiara risposta alla sua ricerca, il
Poverello dichiara: «questo voglio, questo chiedo, questo
bramo di fare con tutto il cuore» (1Cel 22). Francesco,
colmo di gioia, si affretta, vincendo ogni remora, a
mettere in pratica fedelmente quanto ascoltato. Nell'incontro
con la Parola, egli scopre la vocazione di messaggero
del Vangelo, la sete di evangelizzare, di andare in
missione. Lasciatosi evangelizzare, convertire al Vangelo,
cambia l'abito e il modo di vivere, si sente inviato
nel mondo per condividere con tutti ciò che per grazia
aveva ricevuto. Come Gesù ha inviato i suoi discepoli
in tutte le direzione, così Francesco, accolti i suoi primi
compagni, li invia a due a due ai quattro punti cardinali
del mondo. Convinto di essere stato chiamato per una
missione universale, non pone limiti alla testimonianza
e all'annuncio del Regno di Dio. Nella sua lettera a tutti
i Frati, Francesco esplicita questa consapevolezza della
vocazione missionaria universale: «Inclinate l'orecchio
del vostro cuore e obbedite alla voce alla voce del Figlio
di Dio... che vi mandò nel mondo intero, affinché
rendiate testimonianza alla voce di lui con la parola e le
opere e facciate conoscere a tutti che non c'è nessuno
onnipotente eccetto lui» (LOrd 6-9).
ricordare con gratitudine
e rinnovare oggi il nostro entusiasmo
Nel celebrare la grazia delle origini, desideriamo
ricordare con immensa riconoscenza la ricchissima
storia delle missioni e dell'evangelizzazione dei Frati
lungo i nostri otto secoli di vita. Siamo grati ai Frati
che lasciarono le loro terre, iniziando dal nostro padre e
fratello Francesco, e si resero prossimi agli altri - altri
popoli, altre lingue e culture - per predicare la penitenza,
per testimoniare Gesù Cristo, annunciare la pace e
il regno di Dio con le parole e le opere. Siamo riconoscenti
a quei Frati che, sull'esempio di Francesco nel
suo incontro con il Sultano, fecero della semplice presenza,
dell'incontro e della testimonianza silenziosa la
prima forma di evangelizzazione, gettando così le basi
per la missione ad gentes. Siamo grati a tutti quei Frati
che furono creativi nell'evangelizzazione e diedero
un contributo originale, nelle varie zone, di fronte alle
necessità delle persone e dei popoli, affrontando senza
paura situazioni di usura, di violenza, di infermità,
di mancanza di educazione. Rendiamo lode, soprattutto,
al Signore per tutti coloro che diedero la loro
vita per l'annuncio della Buona Notizia. Tutti questi
nostri Frati, in otto secoli di storia, ci hanno lasciato
un'eredità ricca e colma di insegnamenti per la nostra
missione evangelizzatrice di oggi. Invitiamo, pertanto,
tutti i Frati a fare memoria della storia delle missioni e
dell'evangelizzazione nella propria Entità, in atteggiamento
di rendimento di grazie e di riconoscenza per la
testimonianza dei missionari e lasciandosi interpellare
per rinnovare il proprio slancio missionario.
Sentiamo il bisogno, in modo particolare, di rivivere
l'entusiasmo iniziale e l'ardore missionario di Francesco
e dei suoi compagni; di «rinnovare la nostra vita
personale e fraterna secondo il Vangelo, nel contesto
vitale del nostro tempo» (La grazia delle origini, p. 18);
di ricuperare la coscienza missionaria di essere inviati al
mondo intero per testimoniare ed annunciare il Regno di
Dio. Desideriamo accogliere ed attuare il mandato della
Chiesa, espresso da Giovanni Paolo II nel suo messaggio
al Capitolo generale del 1991, quando, rifacendosi
all'episodio di Innocenzo III, ci disse che la ragion d'essere
del nostro Ordine sta nell'essere inviati in missione
(cf Messaggio al Capitolo generale 1991, 5).
Quell'affermazione ci ha sollecitato ulteriormente
a riflettere, come Frati Minori e in sintonia con la Chiesa,
sulla nostra missione e ad evidenziare le caratteristiche
essenziali dell'evangelizzazione francescana nel
mondo di oggi. Ci siamo impegnati a leggere e ad interpretare
i segni dei tempi. Abbiamo cercato di vivere in
modo rinnovato la nostra vocazione. Ci siamo definiti
Fraternità-contemplativa-in-missione (cf CPO2001),
in un mondo che cambia, sottolineando così la peculiarità
del nostro carisma e la sua ragion d'essere. Abbiamo
scelto, mediante il discernimento fraterno, alcune
priorità per esprimere ed orientare la nostra vita e la nostra
attività. Siamo convinti che per rinnovare il nostro
entusiasmo per la missione sono necessari la gioia della
fede, la santità in Fraternità, il Vangelo vissuto ed annunciato
con parole ed opere. Questo nuovo slancio ci
ha spinto e ci spinge sulle vie del dialogo con il Signore,
tra di noi, con la gente, con i credenti di ogni religione
e cultura, e verso i chiostri dimenticati, dove la vita e la
pace sono minacciate.
rivedere le nostre presenze
e forme di evangelizzazione
Nell'arco dei suoi ottocento anni di storia l'Ordine
ha espresso la sua vocazione evangelizzatrice con una
grandissima varietà di presenze e di forme nelle missioni
ad gentes, come nell'ambito dei ministeri pastorali
nella Chiesa e nelle attività di promozione umana.
Nell'itinerario dell'ottavo centenario siamo invitati,
in quest'anno 2007, a valutare la vita e la missione, le
presenze e le forme di evangelizzazione in vista di un
progetto provinciale che porti a scelte concrete e profetiche,
alla luce della lettura della realtà in cui viviamo,
del Vangelo, della Regola, delle Costituzioni e
degli Statuti generali e delle priorità dell'Ordine. Tutto
ciò dovrà aprirci a nuove forme di evangelizzazione;
ad una nuova disponibilità per le missioni ad gentes;
a scelte concrete in favore della giustizia, della pace e
dell'integrità del creato; ad iniziative a favore del dialogo
ecumenico, interreligioso ed interculturale. é giunto
il momento di un serio e profondo discernimento delle
nostre presenze e attività ministeriali per verificare se
rispecchiano la nostra vocazione profetica di religiosi e
la nostra identità specifica di Frati Minori nelle nuove
situazioni della Chiesa e del mondo.
Nel Capitolo generale straordinario del 2006, cercando
di rispondere alla domanda: «Signore, che vuoi
che facciamo, come Frati Minori, oggi?», abbiamo visto
che la nostra vocazione è essere una Fraternità di
minori, costituita da Frati laici e chierici, inviata ad
evangelizzare. Sull'esempio dei discepoli di Emmaus,
abbiamo fatto un cammino di condivisione tra noi, in
compagnia del Signore risorto, per scoprire i segni di
vita e le sfide che ci chiamano alla conversione e alla
rifondazione della nostra vita e missione. Prendiamo
coscienza che la nostra evangelizzazione deve superare
il carattere di ÒconservazioneÓ in vista di una nuova
evangelizzazione, ricuperando la centralità della fede,
guardando la moltitudine dei battezzati e non evangelizzati,
occupandoci della grande mobilità dei popoli e
dello straordinario fenomeno dei migranti, lasciandoci
sfidare dalle grandi concentrazioni urbane. Come il
Pastore ricerca la pecora smarrita, siamo sollecitati ad
andare incontro alle persone nelle loro differenti realtà
personali, familiari e sociali.
rinnovare la qualità di vita
a partire dallo slancio missionario
Non possiamo perdere di vista che la centralità della
nostra missione di evangelizzazione sta nella testimonianza
della vita evangelica. Più che confidare nelle
strategie e nelle tecniche, abbiamo bisogno di essere
vangelo vivo, comunicare esperienza di incontro vitale
con il Vangelo, con il Cristo crocifisso e risorto. In questo
senso, un rinnovato slancio missionario potrà aiutare
ogni Frate e le Fraternità dell'Ordine a rinnovare la loro
qualità di vita. Francesco, alla Porziuncola, appena ha
scoperto che il vero discepolo di Gesù è anche il suo testimone,
il suo ÒmissionarioÓ, cambiò immediatamente
abbigliamento e maniera di vivere per poter partire e
annunciare la conversione del cuore e l'amore di Dio. E
ciò diede alla sua parola una trasparenza così cristallina
che toccava direttamente i cuori della gente.
Le nostre parole saranno recepite come semplici
suoni se non sono accompagnate dalla coerenza della
nostra vita, e ogni vera missione francescana ha bisogno
di uno stile di vita consono. Anche perché - ed è ancora
Francesco che ce lo insegna - l'inviato è l'espressione
stessa del messaggio, la sua vita è il primo contenuto
della sua missione. La testimonianza, anche silenziosa,
ma autentica, è il nostro primo modo di essere missiosfrancescoITA.
nari in ogni regione del mondo. Francesco poté vivere
con tanta immediatezza tale vita evangelica ed apostolica,
perché aveva incontrato personalmente il Cristo,
nella Parola alla Porziuncola e nel Crocifisso a San Damiano,
e da Lui si era sentito ÒinviatoÓ al mondo come
i primi discepoli.
L'intimità continua e coltivata con il Signore è la
radice e la forza del nostro vivere la missione. Più Dio
abita nei nostri cuori, più possiamo condividerlo con gli
altri. Giovanni Paolo II, infatti, ha detto che la missione
è la misura della nostra fede! E quel Signore che è già
nel cuore non cessa di ripetere a ciascuno: «Va', ripara
la mia casa». Come non rispondere con prontezza e con
entusiasmo al rinnovato invio da parte di Gesù?
Cari Fratelli e Sorelle, per ridare qualità alla nostra
vita e nuovo slancio alla nostra missione, in occasione
della festa del padre nostro san Francesco, fissiamo gli
occhi negli occhi del Crocifisso di San Damiano, per
ascoltare l'ammonimento, questa volta rivolto a ciascuno
di noi: «va', ripara la mia casa». Va', "restaura" la
tua vita; va', e fatti servo premuroso del popolo di Dio
e di tutta l'umanità.
Dopo la sosta ai piedi del Crocifisso di San Damiano,
davanti al quale, come Francesco, possiamo
apprendere anche gli itinerari e lo stile della missione,
rechiamoci alla Porziuncola per lasciarci coinvolgere
dal mandato evangelico della missione e, senza indugi
e con fervore, sottoscrivere: «questo voglio, questo
chiedo, questo bramo fare».
Che il Signore benedica i nostri propositi e desideri.
La Madre della misericordia, la Vergine fatta Chiesa,
ci ottenga di concepire e partorire lo spirito della verità
evangelica. San Francesco ci doni la sapienza per discernere
e la volontà per attuare «il santo e verace comandamento
» del Signore.
Roma, 17 settembre 2007
Festa delle Stigmate di san Francesco
José Rodriguez Carballos OFM