Oct 26, 2021 Last Updated 8:52 PM, Apr 1, 2019

Carissime sorelle,

fra pochi giorni, il prossimo 23 gennaio, faremo memoria del 125° anniversario della nascita al Cielo del nostro Venerabile Fondatore, P. Gregorio Fioravanti. È un giorno importante in cui ricordare e celebrare la sua santità, una santità nascosta e quotidiana che si è alimentata di amore e fiducia nel Signore.
Lo scorso 24 marzo, il Card Angelo Amato, già Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, ci aveva lasciato proprio questo impegno: “Lascio alle sue figlie spirituali il dolce compito di riscoprire la santità del Fondatore, ammirarne le virtù, imitarne gli atteggiamenti e seguirne gli esempi…. La sua personalità appare segnata in modo indelebile dal sigillo della santità.... Le caratteristiche delle sue virtù furono l’umiltà, lo spirito di sacrificio e l’eccezionale bontà… Egli visse una specie di esproprio della volontà, rinunciando a ogni progettualità personale, tutto affidato alla Provvidenza, sull’esempio di San Francesco” e ... ha “lanciato [le sue figlie] verso un dinamico ideale missionario”.
Padre Gregorio, come vero discepolo di Gesù, ha vissuto in forma eroica ed esemplare le Beatitudini. “In esse si delinea il Volto del Maestro che siamo chiamati a far trasparire nella quotidianità della nostra vita” (Gaudete et Exsultate, 63). 
Continuiamo a tener vivo e presente, pertanto, l’insegnamento lasciatoci nei suoi Scritti, ed approfondire la sua vita con le virtù e l’esempio di santità. Vi ricordiamo di intensificarne la devozione, facendo memoria comunitariamente del suo Beato Transito, celebrando insieme i Vespri del 23 gennaio, sentendoci così tutte unite in qualunque Paese del mondo e in comunione con la Chiesa universale.

Vi saluto con affetto.

Sr Paola Dotto, 
Superiora generale


Scaricate i Vespri del 23 gennaio

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Cebu, Filippine, 23-28 aprile 2019
Ecco la serva del Signore; avvenga di me secondo la tua parola (Lc 1,38) " è stato il tema adottato dalla Conferenza Episcopale delle Filippine per la celebrazione della Giornata Nazionale della Gioventù 2019, tema che guiderà i giovani nel loro discernimento durante l’anno dei giovani che si celebra in tutte le Filippine.
Il cosiddetto National Youth Day 2019 (NYD) o Giornata Nazionale della Gioventù si è svolta nell'isola di Cebu, nelle Filippine, dal 23 al 28 aprile 2019. Si sono registrati tredicimila giovani e hanno partecipato con entusiasmo a questo evento di cinque giorni.
Dove sono stati ospitati tutti questi giovani? Come li hanno accolti? Queste possono essere alcune delle domande che hai nella tua mente, in quanto le avevo anche io nella mia, prima di arrivare lì.
Sì, è stata un'esperienza meravigliosa e una grande opportunità. Tutti i partecipanti sono stati ospitati in diverse parrocchie accolti da diverse famiglie. I Filippini sono stati straordinariamente generosi da ospitarci e nutrirci gratuitamente per cinque giorni. Certo, questa è una conferma, infatti   sappiamo bene che i filippini sono persone molto ospitali e amichevoli.
Come la Beata Vergine Maria è stata attenta ad ascoltare la voce di Dio attraverso l’angelo Gabriele, ed è stata capace di dire il suo "SI" al piano di Dio attraverso il suo incontro personale con Lui e il discernimento, così ogni giovane ha in Lei il suo modello. Oggi in tutto il mondo siamo circondati da giovani che stanno cercando un senso alla loro vita e la loro identità. Sono desiderosi di avere un incontro personale con il Signore. Siamo qui in due, io e Sr. Marilyn. Siamo state mandate come missionarie non per soddisfare la sete dei giovani di incontrare il Signore, ma piuttosto per una sfida anche per noi di camminare con loro e prepararli a permettere al Signore di incontrarli. Questo era lo scopo principale di questo incontro dei giovani a Cebu.
Tutte le attività preparate e realizzate, sono state significative e orientate a soddisfare lo scopo del raduno: "aiutare i giovani ad ascoltare la voce del Signore e a discernere il suo piano per la loro vita e rispondere generosamente alla chiamata di Dio in qualsiasi forma di vita sono chiamati a impegnarsi”.
La celebrazione eucaristica è stata presieduta dal Nunzio Apostolico Mons. Giordano Gabrielle e concelebrata da altri vescovi delle Filippine. Abbiamo fatto la solenne processione lungo le strade di Cebu guidati dai vescovi, dal clero e dai religiosi e religiose. Questa attività vuole affermare e dire ai giovani  "non temere, non sei solo, viaggiamo con te”.
Siamo stati raggruppati per "questioni giovanili", per la condivisione di storie vocazionali e testimonianze di alcune persone molto significative: una coppia sposata, una religiosa, un sacerdote diocesano, un vescovo e una persona di vita da single. È l’esperienza del "cammino del pellegrino" per renderci consapevoli del nostro pellegrinaggio verso il Padre celeste, poi è anche una forma di "A service Evolution" (Evoluzione di servizio), una immersione nella comunità per un'esperienza di servizio ai nostri fratelli bisognosi. Abbiamo avuto anche una "notte sotto le stelle": non dormire per adorare il Signore nell’Eucarestia; lodare e adorare; dialogare con i vescovi e recitare il Santo Rosario all’alba. Questi incontri sono terminati con la Santa Messa di ringraziamento e le attività di chiusura presso il Complesso Sportivo di Cebu.
Tale meravigliosa esperienza ha rianimato la nostra giovinezza, ha aperto la strada a nuovi amici, nuove famiglie ospitanti e incontro con tante giovani donne, alle quali abbiamo permesso di condividere i loro sogni e ci hanno dato anche l’opportunità per fare la promozione vocazionale. Nell’aiutare i giovani a scoprire la loro identità, a nostra volta siamo confermate nella nostra identità di essere Missionarie nel cuore della Missione.
Grazie a Sr. Cristiana, nostra Superiora Provinciale che ha reso possibili tutti gli accordi affinché noi, sia Sr. Marilyn che io, potessimo partecipare a questa Giornata Nazionale della Gioventù 2019.

Sr. Theresa Knox


 

"An Akon Siyahan nga Katekismo", è la traduzione in lingua Waray-waray del libro "Il mio primo catechismo", ed è stata curata dal Rev. Don Rolando Vivas, uno dei sacerdoti della diocesi di Calbayog. Il progetto di stampa è stato realizzato grazie agli sforzi ed alla dedizione della direttrice catechistica diocesana, Sr. Theresa Knox Gude suora Francescane Missionarie del Sacro Cuore; e anche ai contributi finanziari dei nostri generosi benefattori della città di Calbayog e di altri luoghi delle Filippine. Il suddetto libro, il 7 gennaio 2019 è stato presentato alla cittadinanza, presente il Rev. Don Paolo Pirlo, SHMI, di Quezon City. L’atto ufficiale del “mio primo catechismo”venne realizzato nella Cattedrale dei SS. Pietro e Paolo, Calbayog City, durante una cerimonia ufficiata dal Rev.do Mons. Isabelo C. Abarquez, D. D., vescovo della diocesi di Calbayog, Samar (Filippine).
In tale circostanza noi, FMSC, abbiamo avuto l’opportunità di rallegrarci per le meraviglie operate dal Signore tramite la nostra missione in terra filippina; abbiamo così verificato la realtà di quanto il nostro Fondatore, Venerabile Padre Gregorio Fioravanti, era solito ribadire: “Meravigliosi sono i tratti della Divina Provvidenza alla quale nessuno ha il diritto di chiedere perché questo, in questo modo, e non altrimenti”. 
La motivazione centrale della gioia condivisa è stata condensata nello stesso progetto di stampa, rimasto sospeso dal 2010, per mancanza di risorse finanziarie. Rendiamolode a Dio che ha sostenuto i promotori e i benefattori a rendere effettiva l’opera iniziata.  

AVANTI, O MISSIONARIE, DEL CUORE DI GESÙ …
“… continuiamo ad annunciare e a testimoniare, con passione,l'amore Redentivo di Cristo”



 

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Mario Rossi, un italiano di Massa Carrara, un uomo dalla fede incrollabile, un cristiano dai principi solidi, un cittadino da un’infanzia dura, provata dagli stenti e costretto nel dopoguerra ad emigrare in Svizzera, come tanti altri connazionali. Eccolo nel mese di marzo 1965 arrivare alla stazione di Brigue, un bivio, lì esita: continuare la strada verso il grande cantiere, dove l’attende un posto di lavoro sicuro, oppure recarsi a Tavannes dove puo’ ritrovare la sua amata, ma dove c’è l’incertezza del lavoro. La decisione presa darà ragione della scelta fatta, giacché qualche mese proprio lì nel grande cantiere avviene una catastrofe e molti operai saranno sepolti dalla massa di ghiaccio staccatasi dal ghiacciaio dell’Allalin. Mario provvidenzialmente scappato al disastro non esita attribuire all’intervento della Vergine Maria il fatto di essere scampato a questa immane tragedia. 
Il carattere gioioso, la tempra laboriosa, la fede forte, fanno di Mario una persona ben accolta da tutti in paese. Il lavoro duro, la fatica, la malattia non intaccano il suo amore per la famiglia e la sua fede nel Signore Gesù e la fierezza di essere “italiano”. La sua capacità di relazionarsi lo fa amico di tutti, senza distinzione di religione o di nazionalità. La sua sposa Elisa lo accompagna ovunque con dedizione e amore grande. Due figli verranno ad allegrare la famiglia. Mario ha sempre nutrito un grande rispetto ed amore per le “nostre suore”; ad esse riservava sempre le primize del suo orto e la sua amicizia sincera. Sono state loro a curarlo e, come diceva lui, a salvare la sua gamba all’inizio della malattia.
Poi il declino fisico, la sofferenza e la malattia; accanto a lui sempre la sua amata sposa che l’ha accompagnato e sostenuto fino al momento del trapasso. Testimonianza dell’amore che il paese gli portava è stata la folla presente al funerale: famigliari di Svizzera e dell’Italia, cattolici e fedeli di ogni confessione cristiana, anche mussulmani, tutti in chiesa alla celebrazione eucaristica. Bellissima la testimonianza di un mussulmano presente in chiesa che, dopo il funerale, ci dice: “E’ l’amicizia vera di Mario, il suo sorriso, la sua voce squillante e la sua bonanimità che mi hanno sempre colpito, era una persona allegra, portava la gioia là dove arrivava; da pensionato ogni giorno veniva per un caffé o una pizza e soprattutto una bella “chiaccherata”. Sempre rispettoso delle convinzioni religiose altrui era nello stesso tempo radicato nella sua fede cattolica che amava e difendeva. Sono venuto alla celebrazione per rendere omaggio all’amicizia di Mario.”

Le sorelle della comunità di Tavannes


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Dopo 24 anni dallo sbarco in terra albanese, un tempo di vita missionaria intensa che scrive bellissime pagine di entusiasmo, di fede pura, di generosità con esperienze di vera gioia per la profonda e sincera condivisione, di dolore, di fatiche, di povertà, di malattie, delusioni e speranze con tanto amore ai poveri, eccoci a godere l’Atto di proprietà della Congregazione e la Licenza con la quale lo Stato Albanese denomina quello che prima era un semplice ambulatorio, Centro Umanitario abilitato a svolgere tutte le attività che le suore desiderano per il bene del popolo.
Ci riferiscono che in Albania, il Documento ottenuto è il primo e l’unico e non ha data di scadenza.
Abbiamo riflettuto e commentato semplicemente così: E’ un grande atto d’amore della Provvidenza che ha a cuore i suoi poveri, è il sigillo che dà riconoscimento alla nostra presenza e la certezza che Dio ci vuole in quella povera zona a servirLo tra i suoi poveri.
L’avvenimento è stato vissuto nella semplicità che caratterizza la nostra Missione di Dushaj: la benedizione dei locali da parte del nostro Vescovo Mons. Simon Kulli con la partecipazione di alcuni Padri Cappuccini, un sacerdote del Kossovo, Sr Teresa, Stimmatina, responsabile della sanità a livello diocesano, i rappresentanti della comunità locale e alcune persone particolarmente vicine alla Missione con tutti i bambini e i ragazzi che frequentano il Centro P. Gregorio che hanno rallegrato con la loro vivacità e originalità.
Il Centro Umanitario è stato denominato “Madre di Misericordia e di Pace” e comincerà a funzionare regolarmente dal mese di dicembre. Vi opereranno Sr. Vangi con un centro di ascolto, un dottore e una infermiera per le visite mediche, Sr Lia per l’assistenza ai poveri.
Terminata la giornata, la Comunità ha ringraziato il Signore per la sua costante presenza e ha affidato alla Madre di Dio il proprio impegno per essere fedeli alla propria missione.

La Comunità di Dushaj

A Scutari invece le Suore si sono fatte carico di un progetto a favore di bambini e ragazzi analfabeti, perché vissuti nelle montagne prive di servizi e ora scesi in città e sistemati a ridosso della periferia lottando ogni giorno per la propria sopravvivenza.
Le suore li accolgono nella vicina chiesa, offrono loro il pranzo, un momento di distensione e di preghiera e poi dedicano molto tempo al recupero scolastico.
I bambini per ora sono felici soprattutto di mangiare, ma col tempo valorizzeranno anche la base culturale che riceveranno e che darà loro la possibilità di avvedere accedere e non avvedere agli studi.



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