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    Mercoledì, 19 Novembre 2025 07:47

    Gitnitza/Bulgaria: “Il cuore che prega, le mani che servono: l’eredità viva di Santa Elisabetta”

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    Nella solennità di Santa Elisabetta d’Ungheria, fulgida testimone di carità, ha avuto inizio il nuovo cammino formativo delle Terziarie Francescane presso la parrocchia di Gitnitza, in Bulgaria. L’avvio del percorso proprio in questo giorno non è stato vissuto come una semplice coincidenza liturgica, ma come un chiaro segno della Provvidenza: cominciare sotto lo sguardo e l’intercessione di colei che incarnò con radicalità la carità evangelica ha ricordato alle partecipanti che la formazione non nasce da un progetto umano, ma da una chiamata a conformare la vita al Vangelo secondo lo spirito di San Francesco.                                                        

    Fin dal primo incontro, guidato da padre Marcin Grec, frate cappuccino, è apparso chiaro quanto le Terziarie vivano questo cammino con profondità e sincerità. Non lo hanno quindi accolto come un semplice appuntamento comunitario, ma come un vero percorso di rinnovamento interiore, di appartenenza francescana e di crescita spirituale. L’entusiasmo e la partecipazione hanno rivelato un cuore umile, disponibile e desideroso di lasciarsi guidare dallo Spirito, seguendo le orme di San Francesco.

    Accogliente e illuminante è stato l’intervento di padre Marcin Grec, che ha aperto il percorso con una meditazione sul Vangelo, presentato come fiamma viva che orienta, purifica e accende di amore concreto ogni scelta quotidiana. Egli ha invitato ciascuna partecipante a scegliere un versetto evangelico che avesse toccato il cuore, per custodirlo e meditarlo nella vita di tutti i giorni, in famiglia, nella comunità e nelle relazioni. Il Vangelo - ha sottolineato - non è solo memoria o studio, ma vita vissuta: luce nel pensare, nel servire, nell’amare.

    Un altro momento significativo è stata la riflessione sulla preghiera del cuore, presentata come relazione semplice, fiduciosa e ininterrotta con Dio, capace di guarire, ricomporre fraternità, generare pace e costruire ponti. Una preghiera che non moltiplica parole, ma ascolta, accoglie e unisce; una preghiera che trasforma.

    Commovente e preziosa è stata inoltre la testimonianza delle signore anziane, che con fede perseverante, nonostante i limiti fisici, hanno rivelato una sorprendente vitalità spirituale. Con la loro presenza silenziosa ma intensa, hanno ricordato che non esiste età per imparare, per convertirsi, per ricominciare e per amare: lo Spirito continua a operare in chi resta docile, umile e desideroso di Dio.

    L’incontro si è concluso con la celebrazione della Santa Messa, vissuta con profonda partecipazione come sigillo di comunione fraterna e affidamento del cammino nelle mani del Signore, perché sia fecondo secondo il Suo volere.

    Come Santa Elisabetta d’Ungheria, anche noi siamo chiamate a far diventare il Vangelo gesto, servizio e dono, amando Cristo nei piccoli, nei poveri, negli ammalati e in ogni fratello e sorella che il Signore ci affida. Il suo esempio continui a riscaldare i nostri cuori, a ispirare la nostra missione e a rendere visibile la carità di Dio attraverso le nostre opere quotidiane.

     

    sr. Krasimira Govedarska


     

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