Una grazia di unità, pace e comunione per la nostra presenza a Büyükada, celebrando i nostri 10 anni di riapertura.
Dal 27 al 30 novembre, la Chiesa in Turchia ha vissuto giorni di profonda grazia con il Viaggio Apostolico di Sua Santità Leone XIV. Anche la nostra comunità religiosa ha avuto il dono di partecipare attivamente a questi momenti: sr Zita Gutang, sr Bindhu Kolenchery e sr Miriam Oyarzo abbiamo preso parte a tutti gli eventi, svolgendo il servizio di sagrestia sia nella cappella allestita nell’hotel del seguito papale, sia nella grande celebrazione eucaristica presieduta dal Santo Padre nella Volkswagen Arena di Istanbul.Ogni mattina abbiamo servito nella Cappella dell’hotel, dove il seguito papale ha potuto celebrare la Santa Messa alle prime luci del giorno: momenti semplici e umili, ma colmi di raccoglimento e di profonda comunione ecclesiale.
“Siete chiamati a custodire il seme della fede”
Il 28 novembre, durante l’incontro di preghiera con Vescovi, sacerdoti, diaconi, consacrati, consacrate e operatori pastorali, Sua Santità ha donato un messaggio ricco di unità e memoria spirituale. Ha ricordato che la Turchia è una vera terra santa, luogo delle prime comunità cristiane, terra dove i discepoli di Gesù furono chiamati per la prima volta “cristiani”, terra di numerosi Concili che hanno segnato la storia della fede.
Il Papa ha richiamato la presenza viva delle molte comunità cristiane orientali — Armeni, Siri, Caldei — oltre a quelle di rito latino. Ha riconosciuto il ruolo fondamentale del Patriarcato Ecumenico, punto di riferimento per le Chiese sorelle, segno vivo di un’unità che cresce nella diversità. “Dalla ricchezza di questa lunga storia siete stati generati. Oggi siete voi la comunità chiamata a custodire il seme della fede, ricevuto da Abramo, dagli Apostoli e dai Padri” — ha detto il Santo Padre.
Il nostro incontro personale con il Papa: un dono inatteso
La mattina del 27 novembre, grazie all’intercessione del Cardinale George Koovakad, noi tre abbiamo avuto la possibilità di incontrare personalmente il Santo Padre nella Nunziatura Apostolica. È stato un momento breve ma intensissimo, vissuto con commozione e gratitudine.
Ci siamo presentate come Suore francescane Missionarie del Sacro Cuore, le stesse della missione di Tambobamba, in Perù – le ha detto in spagnolo sr Miriam - che il Santo Padre conosce bene. Gli ha mostrato una fotografia che lo ritraeva e gli hanno consegnato alcune lettere scritte dalle ragazze del Carcere e della Cittadella dei Fiori, affidandole alla sua paterna benedizione.
Questo incontro è stato per loro una grazia speciale: un momento che rimarrà custodito nella memoria e nel cuore.
Un messaggio di pace e di unità per il nostro Vicariato
Durante tutta la visita, Papa Leone XIV ha portato alla Chiesa in Turchia — e in particolare al nostro Vicariato — un forte messaggio di pace, unità e speranza. Parole di cui abbiamo profondo bisogno e che desideriamo continuare a custodire e testimoniare.
La sua agenda è stata ricca di incontri con i fratelli delle Chiese ortodosse e con i rappresentanti del mondo musulmano. Ma il cuore spirituale del viaggio è stato l’incontro di preghiera a İznik, presso gli scavi dell’antica Basilica di San Neofito, in occasione dei 1700 anni del Primo Concilio di Nicea: un momento ecumenico di grande intensità, vissuto come un ritorno alle radici della nostra fede.
Durante la Solenne Celebrazione Eucaristica alla Volkswagen Arena, Papa Leone XIV ha offerto un messaggio di grande profondità spirituale, richiamando il significato del logo scelto per il suo viaggio apostolico: il ponte. Un’immagine semplice ma potentissima, che richiama immediatamente lo stretto del Bosforo, luogo in cui si incontrano due continenti — Asia ed Europa — e simbolo naturale dell’incontro tra popoli, culture e religioni.
Il Santo Padre ha ricordato che il ponte è un invito per tutti noi: essere costruttori di comunione e operatori di pace. Un ponte non collega solo terre, ma anche cuori; apre vie di dialogo, riconcilia, sostiene e genera vita nuova. È il contrario dei muri, perché non separa, ma unisce.
Il Papa ci ha anche avvertito che ogni ponte, per rimanere solido, ha bisogno di manutenzione: occorre vigilare perché il tempo non indebolisca le sue strutture e perché le fondamenta restino sicure. Così è anche nella vita dello spirito: la pace, la fraternità, la comunione non si improvvisano, si custodiscono e si alimentano attraverso la preghiera, l’ascolto, il perdono e la carità.
Come FMSC, in questi dieci anni dalla riapertura, ci siamo messe anche noi in questo cammino: abbiamo iniziato a costruire ponti di solidarietà, di generosità e di accoglienza. Ponti che uniscono le nostre comunità, i nostri vicini, i fratelli e le sorelle appartenenti ad altre religioni. Per questo, davanti al Papa, abbiamo rinnovato la nostra preghiera: che Dio ci aiuti sempre a fare le “manutenzioni” necessarie, per rafforzare l’amore — che è la vera forza della nostra missione — e perché i ponti che costruiamo possano continuare a sostenere il passaggio della speranza e della pace.
Risonanze delle nostre sorelle
Sr Zita Gutang
“In questa visita del Papa mi ha colpito come diverse Chiese si siano mosse insieme, unite per accoglierlo. Al di là delle diversità nella cattolicità, rappresentate dai diversi riti e tradizioni, ho visto ogni persona come fratello e sorella. Nelle celebrazioni ho sentito forte l’unità nella diversità. Questo mi ha allargato il cuore: anche io, nella mia diversità, posso camminare e lavorare insieme agli altri. Una speranza per il futuro: riconoscere che abbiamo un solo Dio Padre misericordioso. Le parole del Papa — camminare insieme, apprezzando ciò che ci unisce — diventano una chiamata ad essere costruttrici di pace. È un’esperienza indimenticabile, che ci ha rese donne capaci di collaborare e servire con responsabilità. Ringrazio le mie consorelle e le mie superiori per la fiducia.”
Sr Bindhu Kolenchery
“Il mio cuore era colmo di gioia e di pace nell’incontrare Sua Santità Papa Leone XIV in questa terra della Turchia. Mi sento benedetta tra migliaia, perché ho avuto il privilegio di ricevere la sua benedizione. È un giorno memorabile della mia vita, un ricordo che porterò sempre con me. Nel momento in cui l’ho incontrato, ho sentito scendere molte benedizioni; l’atmosfera era celestiale.”
Sr Miriam Oyarzo
Un cammino che continua
La visita di Papa Leone XIV ha rinnovato in noi il desiderio di vivere la comunione, di costruire ponti, di essere donne consacrate che testimoniano la speranza. Custodiamo questo dono come un seme che vuole continuare a germogliare nella nostra vita fraterna e nel nostro servizio alla Chiesa.
Sorelle di Büyükada
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