Dal 26 al 31 dicembre si è svolto un significativo incontro di condivisione e formazione che ha riunito le comunità dipendenti dalla Superiora generale: la Comunità dell’Asisium in Roma, le comunità di Assisi e Viole, la comunità di Grotte di Castro e la comunità di Büyükada (Turchia). È stato un tempo prezioso di fraternità, ascolto e discernimento, vissuto nello spirito di comunione che caratterizza il nostro cammino congregazionale.
Le giornate sono iniziate avendo come riferimento la figura di San Pietro, attraverso la visione di un monologo offerto da Roberto Benigni; che ci ha mostrato San Pietro come testimone di fede e di sequela. Attraverso il suo vissuto evangelico di San Pietro siamo state invitate a rileggere la nostra storia personale e comunitaria d’amore con Cristo, che ci ha chiamate a partecipare a un progetto particolare di vita e di missione. Questa riflessione ha risvegliato in tutte noi un profondo senso di gratitudine per la chiamata ricevuta e per la fedeltà del Signore che continua a sostenerci nel tempo.
All’interno di questo cammino si è inserito anche il pellegrinaggio giubilare, vissuto con maggiore consapevolezza spirituale. Tale esperienza ci ha rese ancora più responsabili nel testimoniare, con forza e gioia, la bellezza della vocazione ricevuta: essere chiamate ad annunciare il Signore con coerenza, originalità e con quei tratti profetici di cui il nostro tempo ha urgente bisogno. In un mondo spesso distratto e sempre più lontano da Dio, ma profondamente assetato di senso, siamo invitate a essere segno credibile di speranza e di incontro con Cristo.
Due giornate sono state dedicate alla condivisione delle diverse esperienze di missione. Questo confronto ha permesso di rinnovare la consapevolezza dell’ampiezza e della ricchezza del nostro campo apostolico, che ci pone a contatto con un’umanità variegata, portatrice di tradizioni, culture e problematiche complesse. Pur avvertendo la fatica legata all’età e alla diminuzione delle vocazioni, lo spirito missionario continua ad animarci. Ci sentiamo fortemente interpellate su come gestire le nostre forze, alla luce dei cambiamenti in atto, e su come rimanere aperte a nuove modalità per continuare a essere missionarie oggi. Le domande emerse — come affrontare le emergenze e come valorizzare le risorse umane — sono diventate stimolo per un discernimento serio e responsabile.
Un’ulteriore riflessione ha riguardato la vita fraterna, con particolare attenzione alle criticità delle relazioni, sia per fragilità umane sia per le insidie che possono minare la comunione. Sono stati offerti criteri di discernimento personali e comunitari, che ci aiutano a custodire e far crescere relazioni autentiche. Il tema di quest’anno ci chiama a un impegno concreto, sia spirituale sia comportamentale, per rendere la fraternità un luogo evangelico di accoglienza, perdono e corresponsabilità.
A conclusione, la Superiora generale ha consegnato alle comunità la “Lectio Divina” congregazionale e ci ha proposto un ulteriore spunto per favorire la condivisione nelle fraternità: la Lectio Divina, come pratica spirituale vissuta insieme. Attraverso l’ascolto della Parola, la meditazione e la condivisione, siamo invitate a lasciarci continuamente plasmare dallo Spirito, affinché la nostra vita comunitaria e missionaria sia sempre più radicata nel Vangelo.
Questo tempo vissuto insieme rimane per tutte noi un dono di grazia, che rinnova il desiderio di camminare con fiducia, fedeltà e speranza nel servizio al Signore e alla Chiesa.
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