Da Gitnitza una luce nel tempo del Transito
Alla Porziuncola, luogo piccolo e povero, Francesco comprese che il Vangelo poteva essere vissuto senza misura. Da quella soglia umile non partì un’opera da difendere, ma una vita da donare; non un centro da custodire, ma un cammino da condividere. Nel tempo del Centenario del Transito, quel soffio di Spirito continua a dilatarsi, raggiungendo luoghi e cuori disponibili ad accoglierlo.
Così, il 1 febbraio 2026, i membri del Terzo Ordine Regolare Francescano della Parrocchia Maria Assunta di Gitnitza in Bulgaria sono diventati prolungamento della Porziuncola: non per la forma degli spazi, ma per la semplicità dello spirito, per l’intensità della preghiera e per la comunione vissuta. L’incontro, primo appuntamento dell’anno, si è svolto nel segno di una Chiesa che si dona e che cammina, guidato da padre Marcin Grec, frate cappuccino, affiancato da suor Krasimira Govedatska e suor Svetla Zekova, e ispirato al testo di apertura dell’VIII Centenario del Transito di san Francesco d’Assisi.
Nella cappella preparata con cura dalle suore, segnata da simboli semplici e profondi, il Crocifisso di San Damiano è stato posto al centro come Parola visibile e silenziosa. Attorno ad esso si è snodato un vero cammino spirituale, articolato in cinque tappe, ciascuna accompagnata dall’accensione di una candela, segno di una luce accolta e condivisa.
Misericordia
La prima luce si è accesa ricordando l’incontro di Francesco con il lebbroso: lì dove l’amarezza si trasforma in dolcezza e nasce una vita riconciliata. È un invito a lasciarsi convertire dall’incontro con l’altro, soprattutto quando è fragile o scomodo.
Preghiera
La seconda candela ha richiamato la fede di Francesco nelle chiese e la sua esistenza trasformata in dialogo continuo con Dio, sorgente che unifica e orienta ogni scelta. Da qui nasce uno sguardo capace di riconoscere la presenza del Signore in ogni cosa.
Fraternità
La terza luce ha ricordato che i fratelli sono dono dell’Altissimo e che il Vangelo si vive insieme, nell’ascolto, nel servizio e nell’accoglienza reciproca. È una chiamata a custodire relazioni vere, pazienti e fedeli.
Lavoro
La quarta candela ha illuminato il valore del lavoro vissuto come grazia e responsabilità, collaborazione concreta all’opera creatrice di Dio e al bene comune. Così anche l’impegno più semplice diventa luogo di fedeltà e testimonianza.
Pace
La quinta luce ha fatto risuonare il saluto francescano: “Il Signore ti dia la pace”, non come semplice augurio, ma come missione affidata a cuori miti e riconciliati, capaci di costruire comunione.
Al termine di questo cammino, il Crocifisso di San Damiano è stato venerato, in un gesto silenzioso e intenso, risposta personale e comunitaria alla chiamata del Signore che parla dal legno della croce. Lo scambio del segno della pace ha poi reso visibile ciò che era stato pregato: una fraternità semplice, riconciliata e grata.
L’incontro si è concluso con un momento di agape fraterna, vissuto in allegria e letizia, come naturale prolungamento della preghiera condivisa. A ciascun partecipante è stato consegnato un bigliettino con una frase tratta dalle preghiere di san Francesco, affidata come supplica personale da custodire e fare propria lungo questo anno giubilare francescano.
In questo clima di profonda commozione e gratitudine, i membri del Terzo Ordine Regolare Francescano hanno vissuto la giornata come autentica esperienza giubilare. E proprio qui il cammino si apre: ciò che è stato accolto diventa dono. Come Francesco nel suo Transito, anche oggi ciascuno è chiamato a diventare benedizione per gli altri, portando nel mondo il bene ricevuto, con semplicità, fiducia e pace.
Lode a Te, Signore, perché ancora oggi visiti il tuo popolo
con la semplicità del Vangelo e la forza dello Spirito.
Ti lodiamo per la fraternità condivisa,
per la luce accesa davanti alla tua croce,
per la pace scambiata come dono e responsabilità.
Lode a Te, Altissimo,
per Francesco, nostro fratello,
che nel suo Transito ci insegna a fidarci,
a consegnare tutto e a camminare leggeri.
Lode a Te
per la vocazione che ci hai donato
come Francescane Missionarie del Sacro Cuore:
fa’ che, radicate nel tuo Cuore,
sappiamo essere presenza mite,
servizio fedele e amore che si dona senza misura.
Rendici strumenti della tua pace
e fa’ di ciascuna di noi, ogni giorno,
benedizione per gli altri. Amen.
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