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MONTALE: Dialogo Interreligioso per un cammino di amicizia e fratellanza
Il 24 maggio ci è stata offerta l’opportunità di vivere un’esperienza unica: incontrare un’altra religione, tessere relazioni fraterne e crescere nella comprensione reciproca, pur nella diversità delle nostre fedi.
Grazie a don Andrea, Direttore dell'Ufficio per l'Ecumenismo e il Dialogo Interreligioso della Diocesi di Senigallia, abbiamo potuto incontrare un gruppo di fede Sikh e visitare il loro tempio a Fabriano.
È stata una bellissima coincidenza il fatto che questa giornata fosse anche la solennità della Domenica di Pentecoste. La Pentecoste esprime la vera essenza della Chiesa: una comunità guidata dallo Spirito, pronta a incontrare ogni cultura e popolo alla luce del Vangelo. La nostra giornata è iniziata con due Sante Messe: prima nella chiesa di Ripalta e poi a Montale, durante le quali abbiamo animato la liturgia come coro. Subito dopo, abbiamo preparato qualcosa per il pranzo, del cibo vegetariano da poter offrire e condividere con il gruppo Sikh secondo le indicazioni che avevamo ricevuto. Poi siamo partite insieme a Don Andrea alla volta di Fabriano, dove siamo arrivate per l'appuntamento delle ore 12:00. Don Andrea Falcinelli è il nostro viceparroco di Serra de' Conti e Direttore dell'Ufficio per l'Ecumenismo e il Dialogo Interreligioso della Diocesi di Senigallia.
Questo significativo momento di incontro con la comunità Sikh è stato reso possibile grazie al coordinamento di un sacerdote indiano, don Venish Craysac, parroco della Chiesa della Santissima Annunziata a Montecarotto, appartenente alla nostra vicina Diocesi di Jesi.
Al nostro arrivo, ci siamo raccolte nel parcheggio in attesa degli altri partecipanti: in tutto eravamo 21 cattolici, provenienti dalle due diocesi di Senigallia e Jesi. Una volta arrivati tutti, i responsabili dell'accoglienza ci hanno chiesto, come segno di rispetto per il loro luogo sacro, di coprirci il capo, togliere scarpe e calze prima di entrare. Ci siamo quindi dirette verso l'area di purificazione per lavare mani e piedi, prima di fare il nostro ingresso nel Gurdwara (il loro tempio). Nonostante il tempio abbia regole sulla separazione tra uomini e donne e sul modo corretto di sedersi in segno di rispetto, i fedeli sikh sono stati estremamente accoglienti e flessibili con noi.
All'interno c’erano già i fedeli raccolti preghiera il cui testo sacro viene eseguito cantando. Il Guru Granth Sahib non è semplicemente un libro sacro, ma per loro è considerato il Guru vivente ed eterno. L'intera preghiera è stata cantata nella loro lingua. Finita la preghiera, il predicatore ha preso la parola in italiano, dedicandoci un caloroso saluto di benvenuto e un ringraziamento per la nostra visita. Ci ha anche consegnato un attestato di riconoscimento e lo scialle arancione, chiamato Siropa o Saropa. Questo dono simboleggia l'idea che la benedizione e la protezione del Guru avvolgano interamente la persona che lo riceve, dalla testa fino ai piedi. Si tratta di un Dono d'Onore per ospiti speciali, offerto come segno di profondo rispetto, accoglienza e fratellanza. Il colore arancione intenso per loro, chiamato Kesri o color zafferano, ha un valore spirituale enorme nel Sikhismo: simboleggia il coraggio, il sacrificio e la purezza spirituale.
Presso l’altare erano esposti anche oggetti legati al combattimento. Una delle guide, mentre aspettavamo il pranzo, ci ha spiegato il motivo della presenza di queste armi nel loro luogo sacro: per i Sikh, le armi chiamate Shastar non sono strumenti di aggressione, ma simboli sacri di giustizia divina, dovere morale e protezione dei più deboli.
Il pasto si chiama nello specifico "Langar" (o Guru Ka Langar), ed è la cucina e mensa comunitaria gratuita, presente in ogni singolo tempio sikh del mondo. Ci hanno accolto nella loro mensa, facendoci sedere tutti insieme su un lungo tappeto e ci hanno anche insegnato le loro usanze; per noi è stata una novità e si è rivelata un'esperienza indimenticabile.
Tutti siamo profondamente grati per la nuova esperienza e per l’ opportunità che ci è stata data; siamo grate per l'apertura dimostrata da ciascuna di noi e da loro, nel costruire un cammino di amicizia, conoscenza e preghiera comune. Il messaggio che abbiamo capito del loro credo è che esiste un solo Dio: un Essere senza forma che dimora nel cuore di ogni essere umano.
La parola che sentiamo di dire è "Grazie": grazie alla nostra Chiesa che è sempre aperta al dialogo con le diverse confessioni di fede. Grazie anche perché questo incontro è avvenuto proprio nell'anno del Giubileo Francescano. Essendo noi Suore Francescane Missionarie del Sacro Cuore, questo è stato un reale incontro con un'altra religione, diversa da noi, ma i cui fedeli sono nostri fratelli e sorelle. Grazie per i due incontri con i professori che ci hanno preparato a capire il sikhismo e un grazie particolare a Don Andrea che ci ha dato l'opportunità di coinvolgerci in questa bellissima realtà.
Pace e Bene!
Sr. Carlota Cabili e Sr. Aileen Flores
Comunità di Montale
