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    GIUBILEO 2025

    Martedì, 30 Settembre 2025 20:39

    Pellegrinaggio della Speranza dei giovani bulgari a Roma

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    Il 25 luglio siamo partiti in circa 150 giovani pellegrini, provenienti dalle diverse diocesi cattoliche della Bulgaria. Uniti dalla stessa fede e dalla gioia del Vangelo, abbiamo intrapreso insieme il cammino verso Roma per partecipare al Giubileo dei Giovani insieme al Santo Padre papa Leone XIV.

    È stato un viaggio di comunione e di speranza: giovani provenienti da comunità e parrocchie diverse, raccolti come un solo corpo, abbiamo vissuto giorni di preghiera, di fraternità e di incontro con la Chiesa universale. Ognuno di noi portava nel cuore i propri sogni, le proprie domande e la propria sete di Dio; e tutti insieme siamo stati accolti come figli e figlie che riconoscono nella Chiesa la propria casa.

    In questo pellegrinaggio – che non è stato soltanto un viaggio umano, ma un vero itinerario spirituale verso la sorgente della nostra fede – abbiamo potuto sperimentare l’amore di Dio che raduna, rinnova e invia.

    Desideriamo ora condividere una delle esperienze che hanno illuminato questo cammino: è la voce di una giovane della nostra parrocchia di Rakovski, Neli Terziyska, che racconta come il Signore abbia operato nella sua vita attraverso la prova e la speranza.

    Testimonianza di Neli - Pellegrinaggio della Speranza

    Mi chiamo Neli Terziyska e provengo dalla città di Rakovski, dalla parrocchia del “Sacro Cuore di Gesù”.
    Con animo colmo di gratitudine desidero rendere testimonianza di un’esperienza che non è stata un semplice viaggio verso luoghi santi, ma un autentico cammino dello spirito, un pellegrinaggio della speranza. Proprio in questo anno giubilare, consacrato alla Speranza, il Signore ha voluto condurmi a Roma per farmi assaporare la Sua vicinanza in modo nuovo e sorprendente.

    Nei quattordici giorni trascorsi nella Città Eterna, ho percepito che ogni istante era grazia: la preghiera elevata insieme alla Chiesa universale, gli incontri fraterni, persino il silenzio che abitava nel mio cuore erano segni della voce di Dio che mi chiamava a entrare più profondamente nella Sua presenza. Non era un viaggio terreno, ma un itinerario interiore, un passaggio che trasfigurava la mia fede e mi inseriva più consapevolmente nella comunione con il Corpo di Cristo.

    Ho avuto anche la grazia di offrire la mia testimonianza davanti agli altri giovani bulgari con i quali condividevo il cammino. Il tema affidatomi era: “Quando tutto brucia”. In quelle parole ho riconosciuto la verità della mia vita: la prova più dolorosa, la perdita di mio padre. Per lunghi mesi ho implorato il Signore di donargli la guarigione; tra lacrime e speranza ho custodito la fede. Eppure il disegno divino si è compiuto diversamente da quanto attendevo, e il mio cuore è stato avvolto dall’oscurità del dolore.

    E proprio lì, nel fuoco della mia desolazione, il Signore ha iniziato a operare. Non con segni fragorosi, ma con la delicatezza del Suo Spirito: attraverso la presenza discreta dei fratelli, attraverso piccoli gesti di amore, attraverso la silenziosa forza della preghiera. Il dolore non è stato cancellato, ma ho riconosciuto che non ero sola, che Cristo era accanto a me nella notte della prova, nel vuoto della perdita, nella fatica della fede. Questa certezza ha generato in me una pace nuova e una libertà interiore.

    Il pellegrinaggio a Roma è stato per me tempo di crescita e di incontro con il Dio vivente. Ho contemplato i volti luminosi di tanti giovani e fratelli nella fede, con i quali ho potuto condividere la gioia, la speranza, la preghiera e persino le lacrime. Insieme abbiamo camminato verso il Signore, sorreggendoci gli uni gli altri come membra di un unico corpo.

    Oggi porto nel cuore una gratitudine senza fine. Quei giorni resteranno per sempre impressi in me come luce che illumina il cammino, come speranza che non delude, come segno certo che Dio agisce – silenzioso e potente – nei cuori di coloro che scelgono di abbandonarsi a Lui con fiducia filiale.

    Ringraziamento del gruppo

    Carissima suor Marta, sorelle del Consiglio e sorelle tutte,

    a nome dell’intero gruppo bulgaro desideriamo esprimere la nostra più sincera e profonda gratitudine per l’aiuto e il sostegno ricevuti durante il Giubileo dei Giovani a Roma.

    Avevamo chiesto soltanto un parcheggio per i pullman e l’alloggio per le autiste, ma il Signore – che sorprende sempre oltre le nostre attese – ci ha donato molto di più: l’incontro con lе sorelle  e la vostra concreta testimonianza di carità.

    Nel cuore della gioia di quei giorni ci siamo trovati, inaspettatamente, a dover cambiare alloggio all’improvviso: dal palazzetto dello sport di Guidonia ci siamo dovuti sistemare in altre modalità, secondo le possibilità del momento. Proprio in quella difficoltà, la vostra disponibilità è stata per noi segno tangibile della Provvidenza, che non abbandona mai i suoi figli.

    Un ringraziamento particolare va per l’accoglienza riservata ai ragazzi che dovevano rientrare in aereo. Dopo l’evento di Tor Vergata, infatti, uno dei tre pulmini è stato danneggiato: il vetro infranto e i bagagli rubati. Eppure, anche quel dolore si è trasformato in grazia, perché i giovani coinvolti hanno trovato rifugio e ospitalità presso le nostre suore a Santa Maria degli Angeli – Assisi, dove hanno trascorso una notte. Quel gesto di fraternità evangelica ha mutato un imprevisto doloroso in un’esperienza di comunione e di speranza.

    Sono stati momenti difficili, ma anche profondamente umani e ricchi di fede, nei quali abbiamo potuto toccare con mano l’amore che nasce dal Vangelo vissuto. La vostra accoglienza e la vostra generosità rimarranno per sempre custodite nei nostri cuori come testimonianza viva della presenza del Signore.

    Con riconoscenza e affetto, vi diciamo grazie di cuore!

     Le sorelle di Bulgaria


     

     

     

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