Con le parole di Papa Francesco ormai in cielo: “mantenere accesa la fiamma della speranza che ci è stata donata, e fare tutto il possibile affinché ciascuno ritrovi la forza e la certezza di guardare al futuro con mente aperta, cuore fiducioso e ampiezza di vedute”, la comunità del popolo di Tambobamba, unendosi a tutti i cristiani del mondo nella celebrazione dell’Anno Giubilare, si è riunita durante quest’anno per celebrare con gioia nella nostra Parrocchia l’Eucaristia, attraversare la Porta Santa, segno importante in questo anno giubilare.
La celebrazione del Giubileo ha assunto accenti diversi a seconda dei settori: Vita Consacrata, Famiglie, Educazione e tutte le categorie professionali. Ogni Eucaristia è stata un momento di preghiera e lode, sottolineando l’invito a mettersi in cammino, partendo dall’esperienza vissuta di rinnovamento e dal ricevere il grande dono che Dio ci concede: la GRAZIA, che ci fa crescere nella sapienza e ci mantiene sempre forti nella fede, per affrontare con speranza le sfide che siamo chiamati a vivere.
D’altra parte, l’esperienza del sacramento della riconciliazione ha coinvolto molte famiglie e giovani di ogni età, che si sono avvicinati alla confessione per ricevere la grazia del perdono, espressione concreta dell’amore che Dio ha per ciascuno di noi, per tutti coloro che si accostano con cuore umile e desiderio di rinnovamento interiore, permettendo a Dio di abitare in noi e dare senso alla nostra vita.
Anche la celebrazione del giubileo è stata arricchita da momenti di riflessione, con conferenze rivolte agli studenti del livello superiore sul tema “800 anni del Cantico delle Creature”, incentrate sull’Enciclica Laudato Si’ e sulle urgenze del nostro tempo: la terra che soffre per l’inquinamento causato dall’uomo e la necessità di prendere coscienza del nostro modo di agire e attuare gesti concreti; per gli studenti di 4ª e 5ª secondaria, il tema della VOCAZIONE, che è una chiamata e dà senso alla vita, nella famiglia e nel lavoro, attraverso il dono di sé e la dedizione totale. Infine, la riflessione per gli educatori sul tema “Educare alla speranza: la vita che si trasforma in incontro”.
In un mondo che sembra stanco e frammentato, educare diventa un atto profetico: credere che il cuore umano possa cambiare. Ogni educatore è seminatore di futuro, artigiano di umanità e testimone di speranza. L’educazione non si limita a trasmettere conoscenze, ma mira a formare persone capaci di amare, servire e trasformare: parole ascoltate da tutti gli educatori, che sono servite per riflettere su sé stessi e intraprendere nuovi cammini alla luce del Vangelo.
Così si è vissuto l’anno giubilare a Tambobamba: un tempo per riflettere, un tempo di preghiera, di contemplazione della natura, e come segno di promessa una piccola pianta, un decenario e dei ceri, con l’impegno a ritornare alla Casa del Padre e a custodire la Casa Comune.
Suor Elizabeth Verastegui
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