Dec 05, 2020 Last Updated 8:52 PM, Apr 1, 2019

È la prima volta che le comunità dipendenti dalla Superiora generale vengono invitate per un incontro-confronto in casa generalizia. È un momento molto bello che ci apre il cuore e ci accomuna nella ricerca di un cammino di unità sotto l’azione dello Spirito:
“Abitate dallo Spirito ravviviamo il nostro essere fraternità in missione”
Questa è la tematica sulla quale riflettiamo in questi giorni, dal 1 al 10 luglio. Le comunità dipendenti sono in numero di 6, ma soltanto 5 riescono ad essere presenti all’incontro, mancano le nostre sorelle della Comunità “Our Lady of Libera” a New York. Le 5 comunità presenti sono:
-Comunità “Sacro Cuore” – Asisium, casa generalizia.
-Comunità “SS. Regina delle Rose” – Viole – S. Vitale Assisi
-Comunità ”Porziuncola” – S Maria degli Angeli – Assisi
-Comunità “P. Gregorio” – Grotte di Castro
-Comunità “S. Antonio” – Büyükada
Una bella presenza di Congregazione desiderosa di “fermarsi e stare insieme per raccontarsi le gioie, le fatiche e le perplessità che portiamo in cuore nelle fraternità e nelle missioni che sono così belle, così diverse, tutte molto originali nella loro attualità. Vogliamo stare insieme, questi giorni, per aiutarci e sentirci unite nell’apprezzare la preziosità della nostra vita nel quotidiano, sia nella festa che nella ferialità.
Ci guidano nella riflessione, P. Massimo Fusarelli, ofm sul tema: “Essere missione oggi come fraternità profetiche”.  P. Alessandro Angelisanti, ofm sul tema: “Inviate ad essere fraternità in missione”. Altre riflessioni saranno presentate dalle sorelle del Consiglio Generale come da Agenda.
Massimo Fusarelli, presenta la sua riflessione in due punti –
1 - “Abitate dallo Spirito”- Vivere nella consapevolezza che lo Spirito guida la nostra vita implica una ricerca permanente, possibile nell’ascolto in noi e intorno a noi. Egli è presente e agisce nella vita di ciascuno di noi, in quella della fraternità, nella Chiesa, in questo svincolo tanto complesso della storia, con i segni dei tempi che lo accompagnano. Lo Spirito ci sospinge sulle vie della missione al costante discernimento della volontà di Dio che si fa conoscere a noi nel vivo della storia, che ci sospinge a riascoltare la parola del carisma e ci fa coscienti che “io sono missione” se mi lascio abitare e dare forma dall’autodonazione di Dio Padre, nel Figlio, mediante lo Spirito Santo – Così:
2 – “Ravviviamo il nostro essere fraternità in missione”, nel docile ascolto dello Spirito che ci spinge sempre fuori dai nostri schemi consolidati e ci porta oltre noi stessi, nella città degli uomini dove “il Signore ha un popolo numeroso”. (Atti 18,10)
Siamo chiamate quindi ad essere “sentinelle che guardano più lontano.”
“Fraternità in uscita!”  Da questa radice profonda emerge più chiaramente che esperienza spirituale, vita fraterna e missione sono legati, sono un tutt’uno e non possiamo più parlare nei termini di un prima e un dopo. Libertà della chiamata e della risposta di fede li contengono. “La nostra missione non ha vita propria: solo nelle mani di Dio che invia può essere veramente chiamata missione. Non ultimo perché l’iniziativa missionaria viene da Dio solo. Dio è un Dio missionario. “Non è la Chiesa che ha una missione di salvezza da compiere nel mondo; è la missione del Figlio e dello Spirito attraverso il Padre che include la Chiesa” (Monltmann 1977: 64) 
“La missione è quindi vista come un movimento di Dio al Mondo; la Chiesa è vista come uno strumento per quella missione.
C’è una Chiesa perché c’è una missione, non viceversa. Partecipare alla missione è partecipare al movimento dell’amore di Dio verso le persone, poiché Dio è una fonte di amore che invia”. (David J. Bosch)

Il giorno 4 luglio il P. Alessandro Angelisanti ofm ci offre la sua riflessione:
“Abitate dallo Spirito, chiamate ad essere fraternità in missione”
La riflessione parte da: Gen 1-2, 4a Genesi 1-11, dal presupposto che siamo abitate dallo Spirito. 
Dio vede questa massa informe… e crea … Dio desidera la vita e questo desiderio lo mette insieme ad un progetto.
Desiderio – Mancanza – Progetto: così agisce Dio!
Dio procede nella creazione, ha un progetto che nasce da un desiderio, nasce da una mancanza… progetto che Dio ha desiderato, ha voluto, non a caso…
Dio sente il desiderio dell’uomo, di avere un tu davanti a Lui…
La creazione ci permette di entrare nel cuore di Dio, perché Dio ha desiderato tutto questo per noi, Dio ha sentito la mia mancanza! Siamo i figli di un desiderio di Dio.
 “Facciamo l’uomo a nostra immagine e somiglianza” … “maschio e femmina li creò…” unicità nella creazione … solo io posso percorrere il sentiero dove Dio mi pone. Tutto il brano esprime questo senso di ordine “Divise…” “la luce dalle tenebre… la terra dalle acque” - Dio non butta via niente…”divide” – “ordina” ci ha dato una identità, un posto... Uno spazio che Dio ci regale ed è solo mio e in questo spazio Dio mette tutte cose buone … e se ne compiace. È cosa buona!
Ma per l’uomo Dio dice: “è cosa molto buona”… “Sei Unico” e devi diventare te stesso perché “sei cosa molto buona”.
Il tempo è elemento fondamentale. Cosa ci dice? Per progettare ci vuole il passato, il presente e il futuro… occorre camminare passo dopo passo. Devo tenere presente il tempo come dono… per donare il tempo! Il nemico ci toglie il tempo! Le tentazioni non hanno tempo! Un tempo che dobbiamo abitare e vivere perché Dio ce l’ha donato.  La nostra meta è davanti a noi… non è lontana… viviamo di nostalgia, di sensi di colpa. 
Possiamo sempre ricominciare! Iniziare… perché sempre ci saranno degli ostacoli, la meta è sempre davanti… arriverai più tardi ma ci arriverai… perché c’è un tempo, … c’è tempo anche per la sorella. Mettiamo del tempo per ricominciare, metterci in cammino. La sorella ne ha davanti a me… magari ha perso il tempo, il cammino non lo vede, ma c’è… e magari devo prenderla per mano. 
- C’è uno spazio che Dio ci regala e per 7 volte dice che è cosa buona… tutto quanto ha creato è cosa buona, è un buon regalo… è bello! Prima era caos… ma ci mette solo ed uniche cose buone!!!!!  NON C’È il male, non c’è il PECCATO. 
In ogni cosa c’è una intenzione buona di Dio! - Quindi la volontà di Dio è BUONA! E tutto quello che ha creato l’ha fatto per una finalità di BENE!
Questo brano della Genesi è stato scritto al termine del periodo/esilio Babilonese e questo ci dice che qualunque periodo tu stia vivendo, Dio ti sta vicino. (Dio non ci vuole né punire né salvare tramite il dolore… perché Lui sempre ci tratta bene, perché ha creato tutto per bene…) La terra informe esiste, c’è…. Possono venire questi tempi.
Ma ricordiamoci che Dio ci vuole sempre mettere in cammino.
La riflessione continua sempre più impegnativa e coinvolgente, in questo tempo che ci è dato di vivere, con dinamiche di gruppo e ulteriori tematiche.


 

Le suore della comunità di Büyükada dal 24 al 27 giugno hanno ospitato la “Mariapoli”, un appuntamento del Movimento dei Focolari: insieme, grandi e piccoli, più di 70 persone di varie provenienze della Turchia, si ritrovano per più giorni per vivere un laboratorio di fraternità, alla luce dei valori universali del Vangelo. Le giornate sono scandite da dialogo, formazione e condivisione.
Quest’anno il Movimento dei Focolari ricorda in particolare che cinquanta anni fa, il 13 giugno 1967, è avvenuto il primo incontro tra il Patriarca Athenagoras I e la fondatrice dei Focolari, Chiara Lubich, che è diventata messaggera d’unità tra il Patriarca e Papa Paolo VI.
Per festeggiare questo evento, tutti i partecipanti della Mariapoli e anche le nostre sorelle sr Zita, sr Gigi e sr Miriam, hanno avuto la possibilità di incontrare il Patriarca Bartolomeo nella vicina isola di Heybeliada nella loro scuola teologica di Halki; hanno vissuto così un momento ricco di ecumenismo, di esperienza di fraternità tra le chiese, sognando che un giorno l’unità delle Chiese possa avverarsi.


 

 

Oggi più che mai ci sentiamo Francescane Missionarie del Sacro Cuore, e godiamo della gioia, della bellezza e della ricchezza che la diversità ci offre. Tutte insieme facciamo festa alla nostra Superiora Generale suor Paola Dotto la guida della nostra Famiglia religiosa. Con la preghiera, con i sentimenti più cari del cuore vogliamo dirle "Grazie" per la sua dedizione, per la sua presenza piena di carità verso ognuna di noi e la sua testimonianza piena di fede e ricca di speranza che ci invita a scoprire il dono della fraternità fra di noi e con i fratelli.
Preghiamo perché lo Spirito Santo illumini e conforti il suo cammino per invitare e incoraggiare tutte le sorelle della Congregazione ad "Uscire" ad "Andare" come messaggere di Pace, di Bene portando in ogni luogo l'olio della compassione che guarisce le ferite profonde dell'umanità così il mondo si riempia del profumo della gratuità, della benevolenza e della misericordia.

Buona festa Sr Paola!


Un ritorno in Turchia? In questi tempi? Sì, un ritorno alla missione delle origini!
Sappiamo che P. Gregorio, dopo l’avvio delle prime comunità negli Stati Uniti, inviò, nel 1872 le nostre prime sorelle a Costantinopoli(oggi Istanbul). Queste coraggiose missionarie, conosciute dai Frati francescani come “eccellentissime creature informate pienamente dello spirito francescano”, in pochi anni aprirono altre comunità a Rodi e nel 1883 a Prinkipo (oggi Büyükada).
In questa bella isola della Turchia fu aperta una scuola ed un collegio dove si insegnava francese, inglese, italiano, greco, turco ad alunni senza alcuna esclusione di etnia o religione.
La scuola ed il collegio furono chiuse nel 1937 in seguito alle leggi emanate dal governo turco e Madre Teofila, Superiora generale di allora, per consolare le suore che avevano dovuto lasciare la loro missione, scriveva. “Non abbiate paura. Tornerete se è Lui a volerlo. Sì, se è Sua volontà torneremo anche qui, a Buyukada”. Alcune suore si trasferirono a Istanbul, a Santa Maria in Draperis, altre a Cipro, solo due, chiamate “le suore di S. Antonio” rimasero a vigilare sulla casa, perché non fosse ceduta al governo turco.
Quando, nel 1987, Sr Vitalia Pozzobon, insieme a Sr Paola de Col ed a Sr Pierluigia Borsato, lasciarono l’isola, l’immobile fu affidato in gestione ai Padri Salesiani residenti a Istanbul, i quali per varie ragioni nel 2010, rinunciarono a prendersi cura della nostra casa.
La consapevolezza del valore di una presenza cristiana in terra mussulmana, tanto raccomandata dalla Chiesa, indusse a cercare altre soluzioni. E la Provvidenza divina facilitò l’incontro con il Ministro generale dei Frati minori, P. José Carballo, durante il XIX Capitolo generale nel 2011.
Infatti già nel gennaio 2012, il Definitorio generale dei Frati Minori approvò che fosse affidato a P. Eleuterio Makuta e P. Ruben Tierrablanca, della ‘Fraternità internazionale del Dialogo’ di Istanbul, l’incarico di seguire la ristrutturazione dell’immobile.
P. Eleuterio, con saggezza, fattiva collaborazione, spirito francescano si prodigò a riportare l’edificio ad essere funzionale ed accogliente per una nuova presenza francescana delle “suore di S. Antonio”.
Il felice ritorno si è verificato il 16 giugno scorso e il 27 giugno, con la presenza della Superiora generale, Sr Paola Dotto, è stata celebrata la riapertura ufficiale della comunità “S. Antonio” dipendente dalla Superiora generale.
Lasciamo la parola alle nostre sorelle, Sr Zita Gutang, filippina, della Provincia “Maria Immacolata”, Sr Gigimol Sebastian, indiana, della Provincia “Holy Family”, Sr Miriam Oyarzo, cilena, della Provincia “S. Antonio”, che hanno riportato nell’isola la nostra presenza francescana.

“.. e confessino di essere cristiani” (Rnb XVI, n.5)

Siamo arrivate all’aeroporto di Istanbul “Atatürk” il 16 giugno del 2015 noi tre: Sr Zita, Sr Gigi e Sr Miriam Oyarzo, accompagnate da Sr Emmapia Bottamedi e Sr Tiziana Tonini, emozionate per il questo ritorno della nostra Famiglia religiosa in terra turca proprio nell’isola di Büyükada.
Al nostro arrivo ci aspettava p. Rubén Terrablanca ofm, che in questo periodo, assieme a tutti i fratelli francescani di Santa Maria in Draperis in Istanbul, si sono impegnati e preoccupati di ogni dettaglio del nostro ritorno; siamo loro veramente grate. Al porto di Kabatas ci aspettava p. Eleuthère Baharanyi Makuta per accompagnarci all’altra sponda e arrivare finalmente a casa.
A Büyükada ci aspettavano, per nostra sorpresa ancora delle persone, che ora sono diventate cari amici: İbrahim Uslu e Uğur.
Abbiamo sentito subito un’accoglienza viva, calorosa; mentre camminavamo verso casa la gente ci guardava e un po’ incuriosita e qualcuno ci ha anche domandato: Hıristiyanlar? Cristiani? Con un po’ di perplessità i giorni successivi abbiamo confermato ogni volta la nostra fede, professandoci cristiani in terra musulmana.
Büyükada è un’isola della Turchia, situata in mezzo al Mar di Marmara; è la maggiore dell’arcipelago delle Isole dei Principi. La maggior parte della popolazione è di fede musulmana e in questo mese di giugno i nostri fratelli mussulmani praticano il ramadan, momento sacro e importante di preghiera e digiuno. Abbiamo visto anche in questo la Provvidenza: arrivare in questo mese in questa isola non è certamente un caso, mm una benedizione.
I primi giorni sono passati velocemente e vissuti con intensità, sistemando casa e vedendo i lavori che il nostro caro amico Ibrahim cercava di spiegarci; lui in turco e noi con dizionario in mano cercando di capire!
I gesti, la pazienza e la buona volontà facevano del dialogo una vera impresa!
Nell’isola tutti ci salutano e ci guardano con stupore e simpatia. Noi con un bel sorriso cerchiamo di comunicare gioia e semplicità, imparando timidamente qualche parola in turco: merhaba, gunaydın e good morning! La richiesta di farci qualche fotografia o qualche selfie è ormai normale per noi... la gente è sorpresa di vedere le suore e in ogni luogo dove andiamo subito ci fanno notare: quanto siamo gioiose!
I padri francescani minori di S. Maria in Draperis hanno qui una parrocchia “S. Pacifico” e un sacerdote viene da Istanbul ogni martedì, sabato e domenica per celebrare la S. Messa nell’isola.
La maggior parte dei fedeli sono armeni cattolici e un piccolo gruppo di cristiani cattolici. Le messe sono in turco e italiano e talvolta in francese. Noi, come comunità, partecipiamo a tutte le celebrazioni, incontriamo e salutiamo le persone e animiamo con i canti la s. messa.
La nostra presenza qui è gradita ad ogni persona e ha dato valore all’isola stessa, ce l’ho detto il vice sindaco, Mahmut Yerlikaya quando siamo andati a salutare le autorità civili, assieme a sr Paola Dotto, Superiora generale, che è arrivata da noi il giorno 24 giugno 2015, assieme a sr Bernadette, superiora Provinciale della Provincia s. Elisabetta
da cui un tempo dipendeva la comunità e sr Augusta Visentin, segretaria generale, per accompagnarci in questi giorni e durante l’inaugurazione di riapertura della nostra comunità “S. Antonio”.
Il Vice sindaco ci ha raccontato che è cresciuto con le nostre sorelle e ha un bellissimo ricordo di loro.
Ci ha dimostrato riconoscenza per tutto quanto facciamo, e per essere qui nell’isola anzi per essere ritornate.
Venerdì 26 giugno sr Paola, Sr Bernadette, Sr Augusta e sr Zita accompagnate da p. Rubén sono andate a Istanbul per incontrare e salutare il Vicariato apostolico di Istanbul Mons Louis Pelâtre, il quale si è molto rallegrato per il ritorno della nostra Famiglia religiosa francescana in terra mussulmana, proprio in questo tempo in cui sono diminuite le presenze delle religiose.

‘’Cominciate a fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile. E all’improvviso vi sorprenderete a fare l’impossibile’’

Sabato 27 giugno è stato il giorno scelto per l’inaugurazione. P. Rúben si era impegnato ad inviare in precedenza l’invito a tutte le comunità religiose di Istanbul, alle autorità e anche a degli amici vicini ai frati.
La celebrazione liturgica è stata presieduta da p. Rúben, guardiano della fraternità di S. Maria in Draperis e Vicario episcopale, e concelebrata da tutti i frati della fraternità e anche da altri sacerdoti che ci hanno accompagnato.
È stata un’occasione per conoscere la presenza della vita consacrata a Istanbul e fare delle conoscenze e nuovi amici.
Erano presenti focolarine, le piccole sorelle, Suore d’Ivrea, un frate conventuale, le suore della carità, comunità Identes, un sacerdote diocesano e l’autorità del comune, assieme ad altri amici.
La liturgia feriale ci ha accompagnato in questi giorni in modo tutto particolare. È risuonata nel nostro cuore la Parola di Dio contenuta nelle pagine della Genesi e nel Vangelo: con Abramo e con le parole di Gesù abbiamo confessato la nostra fede: “Molti verranno dall’oriente e dall’occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe” (Matteo 8,5-17). Queste parole sono state per noi una conferma di come la Provvidenza ha accompagnato nella decisione di riaprire questa nostra presenza nell’isola di Büyükada.
Anche Sr Paola nel suo saluto ai presenti ha messo in evidenza il piano della Provvidenza divina, ha ringraziato i frati minori nelle persone di P. Rubén e di p. Eleuthère, che hanno seguito i lavori di ristrutturazione delle case e soprattutto hanno saputo leggere i passi della Provvidenza in tutto quanto è stato fatto.
P. Rubén ci ha presentato come fraternità di “S. Antonio” e ci ha augurato di essere una presenza semplice e francescana nell’isola, persone gioiose e vicine alla gente, una fraternità a porte aperte, accogliente e attenta alle necessità delle persone. Dopo aver benedetto l’edificio, ha benedetto noi e tutte le persone presenti.
La festa si è conclusa con una agape fraterna che ha favorito la conoscenza reciproca, l’avvio di relazioni con la Chiesa presente in terra turca.


Con profonda gratitudine al Signore e grande gioia vi comunico il ritorno della nostra Famiglia religiosa nella missione fondata alle origini della Congregazione, nel lontano 1883, in Turchia, nell’Isola dei Principi - Buyukada.