Nov 22, 2019 Last Updated 8:52 PM, Apr 1, 2019

Mario Rossi, un italiano di Massa Carrara, un uomo dalla fede incrollabile, un cristiano dai principi solidi, un cittadino da un’infanzia dura, provata dagli stenti e costretto nel dopoguerra ad emigrare in Svizzera, come tanti altri connazionali. Eccolo nel mese di marzo 1965 arrivare alla stazione di Brigue, un bivio, lì esita: continuare la strada verso il grande cantiere, dove l’attende un posto di lavoro sicuro, oppure recarsi a Tavannes dove puo’ ritrovare la sua amata, ma dove c’è l’incertezza del lavoro. La decisione presa darà ragione della scelta fatta, giacché qualche mese proprio lì nel grande cantiere avviene una catastrofe e molti operai saranno sepolti dalla massa di ghiaccio staccatasi dal ghiacciaio dell’Allalin. Mario provvidenzialmente scappato al disastro non esita attribuire all’intervento della Vergine Maria il fatto di essere scampato a questa immane tragedia. 
Il carattere gioioso, la tempra laboriosa, la fede forte, fanno di Mario una persona ben accolta da tutti in paese. Il lavoro duro, la fatica, la malattia non intaccano il suo amore per la famiglia e la sua fede nel Signore Gesù e la fierezza di essere “italiano”. La sua capacità di relazionarsi lo fa amico di tutti, senza distinzione di religione o di nazionalità. La sua sposa Elisa lo accompagna ovunque con dedizione e amore grande. Due figli verranno ad allegrare la famiglia. Mario ha sempre nutrito un grande rispetto ed amore per le “nostre suore”; ad esse riservava sempre le primize del suo orto e la sua amicizia sincera. Sono state loro a curarlo e, come diceva lui, a salvare la sua gamba all’inizio della malattia.
Poi il declino fisico, la sofferenza e la malattia; accanto a lui sempre la sua amata sposa che l’ha accompagnato e sostenuto fino al momento del trapasso. Testimonianza dell’amore che il paese gli portava è stata la folla presente al funerale: famigliari di Svizzera e dell’Italia, cattolici e fedeli di ogni confessione cristiana, anche mussulmani, tutti in chiesa alla celebrazione eucaristica. Bellissima la testimonianza di un mussulmano presente in chiesa che, dopo il funerale, ci dice: “E’ l’amicizia vera di Mario, il suo sorriso, la sua voce squillante e la sua bonanimità che mi hanno sempre colpito, era una persona allegra, portava la gioia là dove arrivava; da pensionato ogni giorno veniva per un caffé o una pizza e soprattutto una bella “chiaccherata”. Sempre rispettoso delle convinzioni religiose altrui era nello stesso tempo radicato nella sua fede cattolica che amava e difendeva. Sono venuto alla celebrazione per rendere omaggio all’amicizia di Mario.”

Le sorelle della comunità di Tavannes


"An Akon Siyahan nga Katekismo", è la traduzione in lingua Waray-waray del libro "Il mio primo catechismo", ed è stata curata dal Rev. Don Rolando Vivas, uno dei sacerdoti della diocesi di Calbayog. Il progetto di stampa è stato realizzato grazie agli sforzi ed alla dedizione della direttrice catechistica diocesana, Sr. Theresa Knox Gude suora Francescane Missionarie del Sacro Cuore; e anche ai contributi finanziari dei nostri generosi benefattori della città di Calbayog e di altri luoghi delle Filippine. Il suddetto libro, il 7 gennaio 2019 è stato presentato alla cittadinanza, presente il Rev. Don Paolo Pirlo, SHMI, di Quezon City. L’atto ufficiale del “mio primo catechismo”venne realizzato nella Cattedrale dei SS. Pietro e Paolo, Calbayog City, durante una cerimonia ufficiata dal Rev.do Mons. Isabelo C. Abarquez, D. D., vescovo della diocesi di Calbayog, Samar (Filippine).
In tale circostanza noi, FMSC, abbiamo avuto l’opportunità di rallegrarci per le meraviglie operate dal Signore tramite la nostra missione in terra filippina; abbiamo così verificato la realtà di quanto il nostro Fondatore, Venerabile Padre Gregorio Fioravanti, era solito ribadire: “Meravigliosi sono i tratti della Divina Provvidenza alla quale nessuno ha il diritto di chiedere perché questo, in questo modo, e non altrimenti”. 
La motivazione centrale della gioia condivisa è stata condensata nello stesso progetto di stampa, rimasto sospeso dal 2010, per mancanza di risorse finanziarie. Rendiamolode a Dio che ha sostenuto i promotori e i benefattori a rendere effettiva l’opera iniziata.  

AVANTI, O MISSIONARIE, DEL CUORE DI GESÙ …
“… continuiamo ad annunciare e a testimoniare, con passione,l'amore Redentivo di Cristo”



 

Assistenza caritativa

Le suore, fedeli allo spirito di minorità, traducono la missione profetica di Cristo, che è lieto annunzio per i poveri, nel servizio di carità ai fratelli abbandonati, malati ed anziani. (Cost. art 73)

Educazione

La Congregazione, fin dalle origini, considera ogni istituzione educativa luogo privilegiato di evangelizzazione e favorisce la gioventù più povera e abbandonata, secondo le necessità della Chiesa locale. (Cost. art 69)

Evangelizzazione

Ovunque nel mondo partecipiamo all’attività missionaria della Chiesa e al suo ministero pastorale:

Le suore, in risposta all’amore redentivo del Cuore di Cristo crocifisso, sono inviate ovunque nel mondo ad annunciare il Vangelo con l’esempio, la parola e la testimonianza di vita fraterna. (Cost. art 63)