May 19, 2022 Last Updated 8:52 PM, Apr 1, 2019

“Iddio prova, ma mai abbandona: ciò basta per confortarci” (Ven. P. Gregorio OFM)

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Viste le molteplici difficoltà economiche, Padre Gregorio cerca di trovare le soluzioni più adeguate per assicurare un po’ di cibo alla comunità. Esorta le suore a vivacizzare le loro doti ed arti femminili, così da contribuire al mantenimento comune. Interviene anche per mitigare le pratiche penitenziali a cui le giovani venivano sottoposte, cerca di ridurre anche le ore di preghiera notturna. Di fronte al debilitarsi fisico di tante giovani suore, segnate da fame e da stenti, colpite da gravi e strane malattie dovute all’ambiente malsano, alle pareti umide, Padre Gregorio si interroga come sia pensabile una solida fondazione missionaria. Il dramma per i frequenti decessi fa nascere in lui la tentazione di sciogliere la comunità o di rinviare in famiglia almeno le novizie. Per padre Gregorio è questa un’altra ora oscura. Occorre allora pregare e riflettere, riflettere e pregare. Le sue figlie accorate desiderano restare e morire piuttosto che lasciare la casa del Signore, il piccolo paradiso di " Santa Maria degli Angeli". Gli chiedono di rimanere accanto a loro, di continuare ad essere il loro "padre". La fondazione grava dunque tutta sulle sue spalle. Tocca a lui aiutare le giovani a conoscere, ad apprezzare, a vivere la propria vocazione. Per questo le allena al sacrificio gioioso, a spirito e stile di minorità, a vera comunione fraterna. Un’attenzione particolare Padre Gregorio la riserva per le suore malate ospitate nell’infermeria del convento. Così le giovani, familiarizzando con il loro "Molto Reverendo", come chiamano il padre fondatore, imparano gradualmente ad assimilarne il messaggio di vita trasmesso. (Cfr. M. Antonietta Pozzebon - " Il Servo di Dio Padre Gregorio Fioravanti, ofm “, Editrice VELAR, 2012)

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