Oct 26, 2021 Last Updated 8:52 PM, Apr 1, 2019

VI BENEDICO NELLA MIA VITA E DOPO LA MIA MORTE

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TRASFORMANDO IL QUOTIDIANO IN CAMMINO DI LUCE

¡Non ha senso! Niente a cui aggrapparsi! La lapidaria conclusione dello scrittore sacro del Qoelet, sembra emergere con nuovo slancio su tutta la faccia della terra. Questo senza senso del mondo odierno, diventa una grande sfida per lo sguardo del credente, interpellato a svelare l'incognita dell'esistenza nella persona di Gesù Cristo (Eb 13, 8).

La proposta delle Suore Francescane Missionarie del Sacro Cuore, nella Scuola che dirigono nella zona sud della città di Cochabamba in Bolivia, acquista un volto umano, vicino, quello di Santa Chiara d'Assisi. Il Centro Educativo, che porta il suo nome, la presenta come esempio di vita cristiana, nel processo di formazione, soprattutto oggi nella sua festa liturgica: l'11 agosto.

AMBASCIATRICE DELLA CULTURA DELLA VITA

Come i santi, nella loro epoca, hanno amato e incarnato Gesù Cristo, la loro esperienza di vita diventa luce per gli uomini di tutti i tempi. È quello che succede a Santa Chiara d'Assisi. Per questo, nel corso di una settimana, si svolgono diverse attività ludiche, culturali, spirituali attraverso le quali, si interiorizza la vita di Santa Chiara e i suoi valori, che si propongono, come modello di vita a tutti i componenti del Centro Educativo, che in Bolivia si chiama Unità Educativa.

Le parole che sgorgarono dal cuore, dalle labbra di Santa Chiara e che le fonti francescane conservano: GRAZIE, SIGNORE, PERCHÉ MI HAI CREATO, penetrano nella vita di ogni bambino. In questa settimana le parole di Santa Chiara si traducono in preghiera, convinzione, azione di grazia, assemblea, canto, gioia, festa e speranza, davanti al mondo che vive senza Dio e opta per la cultura della morte e coltiva ideologie senza futuro.

Il GRAZIE, SIGNORE, PERCHÉ MI HAI CREATO, è dipinto in slogan, manifesti, frasi. Si registra in poesie, canti, discorsi. Acquisisce un movimento armonioso e delicato in danze e balli. Anche se quest'anno si svolge nel contesto di un'istruzione a distanza - virtuale, non per questo è meno festosa, gioiosa e impegnata.

Si riporta anche alla memoria e si fa cammino con questa persuasione di Santa Chiara: “BREVE È QUI IL NOSTRO LAVORO, LA RICOMPENSA, IN CAMBIO, È ETERNA” Questa convinzione di Santa Chiara si fa vita negli insegnati guidati dalla direttrice e dalle altre suore della comunità religiosa, che rendono possibile la realizzazione delle attività, con il lavoro responsabile, creativo, impegnato per tutti.

I genitori sono membri preziosissimi dell'Unità educativa e sono invitati a partecipare al processo di formazione e di educazione dei loro figli. In questo modo essi partecipano anche all'azione evangelizzatrice. Così, si riuniscono, virtualmente, dal 2 al 10 agosto, i bambini, le loro famiglie, gli insegnanti e le suore per la novena in onore di Santa Chiara, partecipando attivamente alla trasmissione alle ore 19:00. Ogni giorno una classe della scuola dell’infanzia è incaricata a realizzare la trasmissione. Registrano il video, lo mandano alla pagina di facebook dell'Unità Educativa e coinvolgono tutti i partecipanti. Si approfondisce così un brano o un evento della vita di Santa Chiara, che permetta di illuminare le famiglie di oggi.

Inoltre, durante tutto il mese, i bambini effettuano una lettura assegnata sulla vita di santa Chiara, per 10 minuti ogni giorno.

Ritrovarsi personalmente in questo periodo di pandemia anche se con modalità solo online è fonte di gioia ed emozione; è rinnovare la convinzione che l'essere umano è sociale, che abbiamo bisogno l'uno dell'altro, che, per coltivare la fraternità, caratteristica propria della spiritualità francescana, occorre vedersi, abbracciarsi, condividere, ascoltare, comunicare con tutto l'essere. Il giorno 11 agosto, festa della nostra Patrona Santa Chiara d'Assisi, si celebra l'Eucaristia in presenza con gli insegnanti dell'Unità Educativa, gli studenti e le famiglie, invece, partecipano virtualmente. Al termine dell’Eucarestia si effettua una condivisione fraterna.

Un altro momento importante della celebrazione di Santa Chiara e dell'anniversario della scuola è l'ATTO CIVICO: cerimonia che si effettua in base ad un programma elaborato con lo scopo di celebrare eventi. La sua struttura è la presentazione del programma, le parole di apertura, gli inni e la componente culturale e civica secondo la creatività degli insegnanti e degli studenti. Come elemento concettuale, include riflessioni che promuovono i valori attraverso le varie attività espresse anche con il corpo. Alla festa di Santa Chiara, gli insegnanti di turno, inviano ai loro colleghi l'ordine dell'animazione dell'Atto civico e la sceneggiatura, affinché tutti i corsi registrino i loro video. La trasmissione sulla pagina Facebook dell'Unità Educativa è programmata per le ore 17:00. Per il secondo anno consecutivo, viene effettuata l'ora civica in onore di santa Clara, in forma virtuale.

Si presenta Santa Chiara con due dei suoi pensieri più significativi, che guardati con attenzione portano a scoprire che entrambi sono un canto alla vita e alla VITA ETERNA.

Queste parole dette da una donna nel XIII secolo, desiderano essere per i membri dell'Unità Educativa Santa Clara di Assisi, Cochabamba, Bolivia, un incentivo per valorizzare, difendere, curare, amare la vita, specialmente quella dell'essere umano e ringraziare Dio per questo bel dono. Con la sua vita, Santa Chiara ci dice che la cultura della vita è anche la cultura dell’impegno, del sacrificio, della generosità, dell'amore. La vita di Santa Clara ha molto da dirci. La cultura della vita è più difficile della cultura della morte, ma è l'unica che dà speranza ed è pegno di Vita Eterna.

Riceviamo tutti la benedizione da questa donna eccezionale:

“Vi benedico nella mia vita e dopo la mia morte, come posso e più di quanto posso, con tutte le benedizioni con le quali il Padre delle misericordie benedisse e benedirà in cielo e in terra i figli e le figlie, e con le quali un padre e una madre spirituale benedisse e benedirà i suoi figli e le sue figlie spirituali. Amen” (FF, 2856)


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