Nov 27, 2021 Last Updated 8:52 PM, Apr 1, 2019
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Presso la casa “incontri cristiani a Capiago Intimiano” dei Padri Dehoniani io sr. Natalina, con alcune guide spirituali ho vissuto l’esperienza del: “Dare gli esercizi spirituali” secondo la spiritualità di Sant’Ignazio. Da quindici anni con una equipe formata da due sacerdoti, due suore e due vergini consacrate, aiutiamo nel cammino di discernimento le persone che desiderano mettere ordine nella propria vita e fare scelte evangeliche.
Collaborare per me è sicuramente un dono e sono molto grata a Dio e alla mia congregazione per questa chiamata. Infatti anche quest’anno ho potuto collaborare, dal 4 agosto al 4 settembre 2021 presso la casa di spiritualità dei dehoniani, con un gruppo di guide, per offrire il servizio di “dare esercizi” per camminare e discernere l’azione di Dio nella loro vita.
L’uomo che non discerne si lascia trascinare dalle vicende della vita, ma non agisce. Per diventarne consapevoli e per assumerci la responsabilità di decidere in quale direzione camminare è importante guardare cosa si muove dentro di noi. Davide (2 Sam 11) è l’esempio di colui che non è attento a ciò che si muove dentro di lui. Il peccato di Davide è proprio la sua superficialità, il suo venir meno a ciò che la vita gli chiede di essere, Davide sottovaluta le sue mozioni interiori.
Per il cristiano, questa indagine nell’interiorità e la scelta sulla direzione da tenere, avviene nella preghiera.
Al di fuori della preghiera c’è il buon senso, non il discernimento. Anche i criteri che il credente utilizza non sono più solo quelli del buon senso, ma quelli che emergono dalla Scrittura e dalla sua esperienza di Dio.
Il criterio per valutare quello che avviene dentro di me e per riconoscerne l’origine è: ciò che sento mi aiuta ad andare verso Dio o me ne allontana?
Ciò che si muove dentro di me non è il criterio dell’azione (sento di voler fare il prete, allora lo faccio), ma l’oggetto su cui fare discernimento (sento di voler fare il prete, mi chiedo da dove viene questo desiderio e verso dove mi porta).
Il discernimento non è un calcolo razionale, proprio perché coinvolge prima di tutto il mondo degli affetti. Imparare a discernere vuol dire prima di tutto riconoscere i movimenti del nostro cuore.
La prima difficoltà del discernimento è scendere più in profondità, cioè diventare consapevoli di quello che si muove nella nostra interiorità. Talvolta il discernimento non parte perché non ci accorgiamo nemmeno di quello che sta avvenendo dentro di noi.
Con sorprendente anticipo su conclusioni recenti della psicologia (ma riprendendo probabilmente le intuizioni dei padri del deserto), Ignazio mette in relazione pensieri e mozioni interiori (a causa di un pensiero mi muovo verso un oggetto o mi allontano da esso)
Il servizio delle guide nel dare Esercizi   è proprio questo: indicare i testi biblici (per i 5 tempi di preghiera) e aiutare gli esercitandi a capire cosa sta avvenendo dentro di loro per poter scegliere come agire in modo consapevole.
Ringrazio Dio perché questo servizio non aiuta solo gli altri ma sostiene pure il mio cammino interiore verso la mia spiritualità di Francescana Missionaria del Sacro Cuore.

Sr Natalina De Nobili

Alcune Testimonianze:

Ringrazio il Signore di avermi condotto quest'anno a vivere l'esperienza degli esercizi spirituali ignaziani. Un Balsamo e un momento di Grazia. La pandemia ha risvegliato in tutti noi tante paure, sentimenti di solidarietà e di profonda incertezza. Gli esercizi sono stati un grande dono per fare ordine interiormente, per mettere al primo posto il Signore e questo aiuta a riconsiderare e a guardare a tutto il resto della propria vita con più verità e libertà. Sono un'esperienza spirituale che consiglio a tutte le persone che mi conoscono e mi chiedono come sto e come è andata.

Don Luca

… Il mistero dell’incarnazione, l’infanzia, la vita nascosta e il ministero pubblico di Gesù, la sua passione, morte e risurrezione. Sono sceso in profondità e ho assistito al lavoro dello Spirito Santo in me. Ho visto come mi ha ricostruito dopo avermi demolito. Nessuna violenza né prepotenza, soltanto un amore e una tenerezza difficilmente descrivibili attraverso delle parole.
Solo un amore così straripante è capace di riversarsi autonomamente all’esterno, nella quotidianità, nelle scelte e nelle relazioni che ci circondano. Questa è l’esperienza dell’elezione: fare delle scelte significative per la propria vita perché ci si sente così tanto amati da sentire l’esigenza interiore di fare qualcosa, qualunque cosa, soltanto per dire grazie!
A questo proposito, ringrazio infinitamente il Signore per l’opportunità che mi ha dato durante il Mese Ignaziano e ringrazio Lui anche per le persone che mi ha messo accanto durante quest’esperienza: suor Gabriella, don Cesare, don Francesco, suor Natalina, e tutti gli uomini e le donne che, anche se in silenzio, hanno camminato accanto a me in questi giorni così intensi e decisivi per la mia vita spirituale.

Antonio

Non posso non raccontare che cosa mi è stato detto dalle mie colleghe il primo giorno di lavoro. Molte erano meravigliate di come fossi cambiata, di come avessi negli occhi una luce diversa, di come anche la mia faccia fosse diversa, volevano sapere che cosa avevo fatto di così bello da farmi cambiare così tanto ... È stata veramente un’esperienza di grazia!

Marta


Ultima modifica il Lunedì, 01 Novembre 2021 14:26
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