Jan 21, 2022 Last Updated 8:52 PM, Apr 1, 2019

LA VERA GIOIA È DENTRO, NEL TUO CUORE

Pubblicato in 2022
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La mancanza di risorse per avere un pane da portare in bocca è una realtà in molti angoli della terra, anche nel sud del Cile, nella X Regione di Los Lagos. Nella città turistica di Puerto Varas, c'è un settore, un quartiere povero, la città di Puerto Chico. Le Suore Francescane Missionarie del Sacro Cuore sono presenti in mezzo ai poveri e sofferenti, dal 1954. Per rispondere ad una delle esigenze della popolazione, una religiosa italiana fonda una sala da pranzo, il cui nome è MENSA APERTA SUOR ANAPIA. Oggi come ieri, per  dare da mangiare all'affamato!

In tempo di Natale, quando Dio manifesta il Suo Amore Eterno, donandoci il suo Figlio, "la Parola si è fatta carne ed ha dimorato tra noi" come ci trasmette san Giovanni, continua a comparire nella mangiatoia di quella mensa, nella mangiatoia dei cuori aperti e caritatevoli che condividono il pane con chi non ne ha. Questa semplice esperienza sia come la stella di Betlemme che guida gli esseri umani ad offrire regali al Bambino Dio che si manifesta in chi soffre.

Ogni battezzato è chiamato ad annunciare Gesù Cristo, essere testimone con la vita e con la parola. Quanto più, le Suore Francescane Missionarie del Sacro Cuore, chiamate dal Signore per arrivare fino ai confini della terra. Confine che si chiama oggi, il quartiere Puerto Chico, una popolazione da tempo emarginata : abitanti rifiutati dalla società, perché la vita li ha provati e sono caduti nella delinquenza e nell'alcol. Grazie a Dio, al dono generoso, delle religiose e di tanti benefattori, le condizioni di vita migliorano, tuttavia, il flagello delle bevande alcoliche rimane presente nella vita di uomini e donne, come pure la fame, che corrode le viscere e tocca i sogni e le speranze delle famiglie povere, che oggi come ieri popolano la terra.

C'è più gioia nel dare che nel ricevere dice la Parola di Dio e anche la vita di tanti uomini e donne, che scoprendo il Signore in chi soffre, condividono quello che sono e quello che hanno, essendo, questo, fonte di gioia.

Oggi, in tempo di Natale, il mondo si riempie di beni materiali, riempie il suo corpo di cibo e bevande in eccesso, droghe e piaceri, viaggi e stravaganze. Vanità di vanità, dice l'Ecclesiaste (12, 8), tutto finisce. Altri invece trovano gioia e senso della vita nel dare e nel donarsi. Mentre si vive su questa terra, è possibile, per ogni persona, vivere e sentire la vera gioia del cuore, quella che nessuno può strappare, perché fa parte della storia di ciascuno. La gioia della carità, è il motore per continuare l'esistenza con speranza e pace, nonostante le contrarietà che si incontrano nel percorrere la vita.

Nella mensa aperta “Suor Anna Pia, “con l'aiuto di alcune istituzioni e persone, che di generazione in generazione collaborano, si riesce a dare il sostentamento quotidiano alle persone che vengono a pranzo. Prima della pandemia, la condivisione era quotidiana, ora, per motivi di essa, il pranzo viene loro consegnato solo tre giorni alla settimana, a beneficio di persone senza lavoro e con scarse risorse, di coloro che vivono in strada, alcolizzati e tossicodipendenti, famiglie a basso reddito, migranti e chiunque ne abbia bisogno. In generale, circa 60 persone ricevono il cibo, che comprende un piatto unico abbondante, pane e dessert. A volte, quando le provviste sono abbondanti, si condivide loro più pane, cibo fondamentale per i cileni, e una borsa con viveri per il resto della giornata. Tutto è accompagnato dal cibo spirituale, canto, preghiera, una breve catechesi, e gare che riscaldano l'aria fredda della zona, per la pioggia costante e l'umidità, con le loro voci, risate e applausi ai vincitori, che ricevono succhi, biscotti e un pezzo di dolce. Quelli che non hanno nulla, sono felici con così poco, con un alimento semplice, insignificante per il mondo, ma così significativo per loro, addolcisce loro la vita! Ogni giorno porta una novità, un volto nuovo di Cristo per accogliere e sorridere, per nutrire e ascoltare, per guarire e amare.

"Bisogna aiutare a riconoscere che l'unico modo è di imparare ad incontrarsi con gli altri con l'atteggiamento giusto, che è di valutarli e accettarli come compagni di cammino, senza resistenze interne. Meglio ancora, si tratta di imparare a scoprire Gesù nel volto degli altri, nella sua voce, nelle sue rivendicazioni. È anche imparare a soffrire in un abbraccio con Gesù crocifisso quando riceviamo aggressioni ingiuste o ingratitudine, senza mai stancarci di optare per la fraternità". (Evangelii Gaudium)

In Cristo Gesù, siamo famiglia di Dio, siamo figli nel Figlio e fratelli di tutti. Grazie alla generosità di molti, è possibile fare la carità, ognuno dando ciò che è e ha, tutti apporti molto preziosi agli occhi di Dio: il collegio Puerto Varas, che mensilmente fa arrivare pacchi, e per Natale, cesti natalizi; mentre il Collegio Tedesco, una volta alla settimana, offre il pranzo portando gli ingredienti per il menu che loro determinano, inoltre ogni fine anno, collaborano con i cesti natalizi per circa 35 persone. C'è anche un contributo umano, preziosissimo: il piccolo gruppo di volontari che con disponibilità e generosità lavorano per ottenere più cibo, fanno acquisti, donano il loro tempo e la vita, esponendola, in questi tempi di pandemia, per consegnare a casa il pranzo alle famiglie, per l'impossibilità di avvicinarsi al recinto perché prostrati o malati e anche per evitare gli ingorghi. ¡Grande opera dei benefattori! , in essi diventa palpabile la mano di Dio, che è presente in ogni persona che dà senza sperare nulla in cambio e che, forse, non si rende conto che è il Signore, con la forza del suo Spirito, che spinge a compiere questo servizio con generosità e costanza.

Non c'è tesoro più grande che possiamo offrire ai nostri contemporanei che seguire ogni giorno il Signore, testimoniando il suo Vangelo. Imparando dall'umiltà di Cristo che, seguendo tutta la volontà del Padre, è venuto per servire, per "dare la sua vita in riscatto per molti" (Mt 20,28).

L'azione caritativa e apostolica che si svolge nella mensa aperta Suor Annapia, riempie il cuore di gioia, si dà il meglio di sé, mettendo al servizio del fratello bisognoso i talenti e i doni ricevuti da Dio, che senza dubbio dirà compiaciuto quando ciascuno si presenterà alla sua presenza per essere giudicato: "Venite, benedetti dal Padre mio, ricevete l'eredità del Regno preparato per voi dalla creazione del mondo. Perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete accolto; ero nudo e mi avete vestito; ammalato e mi avete visitato; in prigione, e siete venuti a trovarmi". Allora i giusti gli risponderanno: "Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato, e ti abbiamo dato da bere? Quando ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo, e ti abbiamo vestito? Quando ti abbiamo visto malato o in prigione, e siamo venuti a trovarti?". E il Re dirà loro: "In verità io vi dico che quanto avete fatto a uno di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me... (Mt. 25, 31-46).

Dio è il Bene, il tutto buono, creando i suoi figli, li ha dotati della bontà, della misericordia, della compassione... , Il bene più grande è avere Dio nel cuore, questa è la vera gioia come anche sperimentare in ogni istante, che Egli è Padre, che la sua Divina Provvidenza, non abbandona mai.

A volte il nostro mondo dimentica il valore speciale del tempo impiegato accanto al letto del malato, perché siamo pressati dalla fretta, dalla frenesia del fare, del produrre, e dimentichiamo la dimensione della gratuità, dell’ occuparsi, del prendersi cura dell'altro. In fondo, dietro questo atteggiamento c'è spesso una fede tiepida, che ha dimenticato quella parola del Signore, che dice: "A me l'avete fatto".

Il Signore ci ricorda la peculiarità del suo messaggio: la carità.

La carità non come mera filantropia, ma come vero amore a Dio che vive realmente nel prossimo.

Non basta limitarsi a non criticare gli altri, bisogna parlare bene del mio prossimo, promuovere il bene e tacere il male, parlare bene degli altri. È quello che si è voluto fare oggi, divulgare il bene che si fa nella sala da pranzo aperta” Suor Annapia,” nel sud del Cile.


 

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