Cookie Consent by Popupsmart Website In Dio, la vera gioia
Dec 08, 2022 Last Updated 4:17 PM, Nov 21, 2022
Pubblicato in 2022
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Il 4 ottobre di ogni anno si celebra la festa del nostro patrono, San Francesco d'Assisi, santo del 12° secolo. Molti lo chiamano patrono dell'ecologia, protettore degli animali domestici ecc… ma noi lo chiamiamo un uomo che si innamorò di Gesù; un uomo che si è consegnato a Dio come un pesce trovando la corrente e andando con essa.

Francesco era un uomo nato nella ricchezza e nel privilegio, sognava la gloria sul campo di battaglia, ma che invece finì per innamorarsi di Dio. C'è molto da dire su San Francesco, condividiamo alcune lezioni dalla sua vita, che ha cercato di insegnare all'umanità con il suo stile di vita molto semplice. Sebbene sia un santo di un'altra epoca, i suoi insegnamenti sono ancora rilevanti in questo 21° secolo.

San Francesco fu uomo determinato, severo con se stesso. Ha saputo soffrire, per amore di Cristo, ad imitazione di Cristo nostro Signore che ha sofferto per amore dell'uomo. In contraddizione con la filosofia del nostro tempo, predicava ciò che praticava. Il suo sforzo di perseveranza nell'abnegazione fa vergognare la maggior parte di noi. Oggi san Francesco ricorda al mondo che non c'è santità senza sofferenza. Le prove ed esperienze dolorose, dobbiamo abbracciarle con gioia come fece San Francesco, unendole alle sofferenze di Cristo, perché le sofferenze assunte per Cristo ci condurranno alla gloria eterna.

Molti pensano che la compassione e la gentilezza siano segni di debolezza, ma Francesco considerava la compassione e la gentilezza come caratteristiche di Dio. Provava compassione per tutti, dai lebbrosi ai piccoli vermi, riconosceva semplicemente la paternità di Dio in ogni cosa, viventi e non. La compassione è il sentimento del Cuore di Gesù Cristo, che per compassione verso gli uomini caduti si è fatto uomo, per elevarci allo stato di figli di Dio.

Anche in questo 21° secolo l'uomo prosegue il suo viaggio alla ricerca della felicità. Raccogliamo e accumuliamo ma non otteniamo ciò che cerchiamo, quella gioia e felicità senza fine. Molte volte dimentichiamo che la vera felicità si trova solo in Dio. Francesco d'Assisi lo sapeva e ha abbracciato la povertà radicale per dimostrarlo al mondo. Ci mostra che la chiave per la libertà dal materialismo è la gratitudine e la lode; dovremmo rendere grazie per le cose buone che Dio ci ha dato, usandole e godendone per quello che sono, mantenendo il nostro cuore libero dall'egoismo, dovremmo amare e servire Dio e i suoi Figli qui sulla terra.

Tutte le nostre comunità hanno solennizzato il giorno di San Francesco con grande preparazione e celebrazione. La novena dei nove giorni è stata celebrata così come il transito. Nella comunità di Saint Clare a Vijayawada i giovani e gli i laici Associati FMSC hanno drammatizzato il momento del Transito di San Francesco, dando una reale sensazione di assistere ai suoi ultimi momenti. Molte comunità hanno condiviso l'agape fraterna con altre comunità religiose e sacerdoti, amici e collaboratori. È stata davvero una giornata gioiosa.

San Francesco ci mostra, attraverso i suoi insegnamenti e il suo esempio di fede coraggiosa, non solo come riporre la nostra fiducia in Dio e come prenderci cura della creazione di Dio con gioia, ma anche che questa sofferenza presente passerà. Questo periodo di incertezza e crisi in tutto il mondo con la pandemia di Covid-19 che si trascina ancora e la nostra attuale sofferenza, non è che una transizione verso un altro momento migliore.

La festa di san Francesco e la nostra nuova consapevolezza del suo Transito è un invito ad abbracciare la vita con tutte le sue gioie e dolori e, nella fede e nella speranza, a fare nostra la preghiera di san Francesco davanti al crocifisso:

O alto e glorioso Dio,
illumina le tenebre del cuore mio.
Dammi una fede retta, speranza certa,
carità perfetta e umiltà profonda.
Dammi, Signore, senno e discernimento
per compiere la tua vera e santa volontà.
Amen.


Ultima modifica il Mercoledì, 02 Novembre 2022 19:52
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