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ITALIA - INCONTRI VOCAZIONALI «Scegli la parte migliore!»
Un anno di cammino, sedici storie che si intrecciano e un unico grande obiettivo: guardare dentro di sé per decidere dove collocarsi nella vita. Si è concluso il percorso degli incontri vocazionali 2025-2026 della Diocesi di Concordia-Pordenone, che ha visto la partecipazione di otto ragazzi e otto ragazze in un viaggio spirituale e umano profondo.
Partito dal Seminario Diocesano, il percorso si è sviluppato in modalità itinerante. Scelta, questa, che ha permesso ai giovani di incrociare i tanti mondi e le diverse chiamate di cui è ricca la Chiesa locale. A guidarli in questo cammino è stata un’équipe affiatata, composta da don Stefano Matiuzzo, don Thomas Salvador, don Matteo Pietrobon e suor Natalina De Nobili.
Un itinerario guidato dal Vangelo di Marta e Maria
Il filo conduttore dell'anno è stato lo storico brano evangelico di Marta e Maria, un testo che ha accompagnato i ragazzi mese dopo mese, spingendoli a riflettere su accoglienza, affanni quotidiani e discernimento.
Ecco le tappe che hanno segnato il calendario dei fine settimana del percorso:
- 4-5 ottobre | Il tema dell’accoglienza: «Gesù entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò». Una riflessione sul senso profondo del far entrare l'altro nella propria vita e sull'essere accolti.
- 8-9 Novembre | La fraternità familiare: «Ella aveva una sorella, di nome Maria...». Cosa significa stare ai piedi del Signore, mettersi in ascolto e riscoprirsi fratelli di tutti.
- 6-7 Dicembre | Dalle cose di Dio alle distrazioni: «Marta invece era distolta per i molti servizi». Un focus sulla "disattenzione", rileggendo l'esperienza di San Francesco tra l'essere servi o padroni del proprio tempo.
- 17-18 Gennaio | Pretendere da Dio: «Signore, non t’importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola?». Il rischio di voler imporre a Dio i propri desideri e la risposta di Gesù ai nostri affanni.
- 14-15 Febbraio | Il lamento, il giudizio, la solitudine: «Marta, Marta, tu ti affanni...». Un fine settimana dedicato a elaborare il senso di solitudine e la tendenza a giudicare.
- 21-22 Marzo | La forza della testimonianza: Un momento forte di condivisione, toccando con mano la memoria dei Martiri di Concordia e ascoltando il racconto di una coppia che ha affrontato la dolorosa perdita di un figlio di quindici anni.
- 18-19 Aprile | La scelta vera: «Maria ha scelto la parte migliore». Il fulcro del discernimento: analizzare i movimenti del cuore (desolazione e consolazione) per capire dove conduce lo spirito buono. Scegliere tra due opzioni ugualmente orientate al bene, individuando la via per vivere in pienezza.
- 17 Maggio | Il Ritiro conclusivo: Il percorso si è chiuso al Santuario mariano di Marsure (Aviano), per una giornata di verifica, preghiera e condivisione della propria rilettura interiore.
Lo stile: farsi ospitare dalle realtà del territorio
L’efficacia del cammino è nata soprattutto dallo stile scelto: lasciarsi interpellare dalle esperienze dirette. I giovani non sono rimasti "al chiuso", ma hanno vissuto momenti significativi di condivisione:
- Vita di comunità: L'incontro con la Comunità religiosa FMSC di Rauscedo-Arzene e con la Comunità parrocchiale di Villa d’Arco.
- Spiritualità e convivialità: L'adorazione notturna settimanale, le cene autogestite e la fraternità vissuta a Cusano, sede dell’anno propedeutico.
- Mondialità e sociale: La collaborazione con il Centro Missionario Diocesano di via Revedole a Pordenone – che promuove percorsi di mondialità per i giovani dai 18 ai 30 anni – e la visita a una struttura per anziani, per toccare da vicino la realtà della solitudine.
Bilancio e prospettive future
Il lavoro dell’équipe non si è limitato ai sedici giovani del gruppo. Durante l'anno, i formatori hanno visitato diverse comunità per testimoniare ai cresimandi la bellezza di una vita donata a Cristo, sia essa nella forma della vita religiosa, del sacerdozio o del matrimonio cristiano.
«Abbiamo cercato di annunciare un Cristo che non chiede di appropriarsi della propria vita, ma di lasciarla diventare spazio del Regno», spiegano gli organizzatori. «Sappiamo di non aver costruito un’opera nostra, ma di aver custodito un Vangelo che ci precede e ci supera. Abbiamo semplicemente lasciato che Cristo, attraverso di noi, potesse ripetere ancora una volta alle giovani generazioni: Tu seguimi».
Scegli la parte migliore!
