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TURCHIA - Istanbul «Testimoniare il Vangelo attraverso il dialogo"
«Testimoniare il Vangelo attraverso il dialogo: un cammino francescano per l’impegno interreligioso ed ecumenico»
Turchia – Istanbul dall’11 al 24 ottobre 2026
Sotto il tema «Testimoniare il Vangelo attraverso il dialogo: un cammino francescano per l’impegno interreligioso ed ecumenico», si è svolto in Turchia – Istanbul il 20° Corso annuale di Formazione sul Dialogo interreligioso ed ecumenico, dall’11 al 24 ottobre 2026, nel corso abbiamo partecipato 20 persone provenienti da contesti culturali, linguistici ed ecclesiali diversi, Slovenia, Ungheria, Bosnia, Repubblica Democratica del Congo, Burundi, Camerun, Indonesia, Pakistan, Filippine, Vietnam, Corea del Sud, Australia, Stati Uniti, Argentina, Perù, Italia.
Ognuno di noi rappresentanti dei cinque continenti è arrivato con una ricca varietà di esperienze, sfide e speranze. Al di là delle differenze, ci univa un desiderio comune: approfondire la nostra vocazione francescana come testimoni del Vangelo attraverso il dialogo, l’incontro e la fraternità.
Il corso è iniziato con il messaggio del Ministro generale dell’Ordine dei Frati Minori, Fr Massimo Fusarelli letta da Fr John Wong, OFM, Direttore della Commissione OFM per il Dialogo Interreligioso.
Successivamente i delegati ci siamo riuniti per blocchi geografici, lo scopo della condivisione era per conoscerci meglio, valorizzare i diversi contesti da cui proveniamo e iniziare a costruire uno spirito di fraternità e di fiducia reciproca.
Un aspetto importante del corso è stata l’esperienza ecumenica attraverso incontri diretti con diverse comunità cristiane di Istanbul. Tra i momenti più significativi vi sono state le visite fraterne a Sua Beatitudine il Patriarca Sahak II Mashalian, Patriarca Armeno Apostolico di Costantinopoli, e a Sua Santità il Patriarca Ecumenico Bartolomeo.
Abbiamo visitato anche la Chiesa Copta Ortodossa, la Chiesa Armena Cattolica, la Chiesa Siro-Cattolica e la Cattedrale dello Spirito Santo di Istanbul. Gli incontri con le comunità ebraiche e musulmane hanno ulteriormente arricchito la comprensione della diversità religiosa della città. Queste visite non sono state soltanto occasioni per conoscere la storia o la teologia delle diverse tradizioni. Soprattutto, hanno permesso di incontrare persone, ascoltarne le storie, riconoscerne le sfide e apprezzare la ricchezza della loro fede. In questo modo abbiamo scoperto che l’ecumenismo e il dialogo interreligioso cominciano dal coraggio di incontrarsi, dall’umiltà di ascoltare e dalla disponibilità a camminare insieme.
È stato molto interessante la condivisione della dott.ssa Elif Tokay, studiosa musulmana, chi ha offerto una riflessione sugli atteggiamenti musulmani verso il dialogo, aiutando a comprendere l’importanza di ascoltare gli altri a partire dalla loro esperienza religiosa. Anche Alessandra Morelli, ci ha invitato a riflettere sulle ferite dell’umanità, in particolare sulla sofferenza dei rifugiati, degli sfollati e delle comunità vulnerabili.
Nostra sorella sr Miriam Oyarzo, FMSC, ci ha presentato «L’esperienza della Rete Francescana del Mediterraneo» e di OIKOS, sottolineando l’importanza della collaborazione francescana, della solidarietà e della responsabilità condivisa nell’affrontare le sfide contemporanee della regione mediterranea. Ci ha anche condiviso la missione che svolgono nell'isola di Büyükada con i migranti attraverso la Cittadella dei Fiori.
Una serata particolarmente toccante è stata dedicata all’incontro tra le tradizioni spirituali francescana e Mevlevi. Azra Bayru Kumcuoglu, discendente di Mevlana Jalal al-Dīn Rumi alla 23ª generazione, e sua cugina Yasemin Celebi Pasalıoglu, discendente di Mevlana alla 29ª generazione, hanno condiviso esperienze e riflessioni sulla spiritualità, sull’amore e sulla convivenza pacifica. Dopo le testimonianze, il signor Murat, uno dei rappresentanti, ha pronunciato una preghiera.
La cura del creato offre uno spazio privilegiato di collaborazione tra persone di religioni e culture differenti. Ispirati da San Francesco, che riconosceva tutte le creature come fratelli e sorelle, per questo siamo stati invitati a considerare la responsabilità ecologica come espressione essenziale della fraternità e del dialogo. La formazione su questo tema è stata curata da Fr Michael Perry, OFM, ex Ministro generale dell’Ordine e attualmente Ministro provinciale della Provincia di Nostra Signora di Guadalupe (USA), ha tenuto una conferenza dal titolo «Prendersi cura della nostra casa comune: l’ecologia integrale come via per il dialogo e la collaborazione interreligiosa». La sua riflessione ha evidenziato che la crisi ecologica non è soltanto una questione ambientale, ma anche una sfida spirituale, sociale ed etica che richiede una risposta comune.
Sotto il tema «Testimoniare il Vangelo attraverso il servizio: la carità come via di dialogo interreligioso ed ecumenico», quasi alla fine del corso, siamo andati a condividere il pranzo nella mensa per i poveri della Caritas Santa Maria di Istanbul. Esperienza molto significativa per ognuno di noi che ci ha aiutato a comprendere l'importanza dell'accoglienza e che il dialogo diventa davvero credibile quando si traduce in gesti concreti di compassione, solidarietà e servizio. Durante l’incontro, abbiamo ascoltato le testimonianze dei volontari che servono le persone bisognose, indipendentemente dalla loro appartenenza religiosa, culturale o nazionale. Le loro esperienze ci hanno offerto una lezione semplice e profonda: la carità è al cuore del dialogo.
La tappa finale del corso ha incluso un pellegrinaggio alle Sette Chiese dell’Apocalisse, collegando l’esperienza dell’incontro alla chiamata biblica alla conversione, alla perseveranza e alla testimonianza fedele. Il momento più sconvolgente e significativo è stato il rinnovamento della nostra fede ad Efeso e la permanenza nella casa della nostra Madre Santa Maria. Toccare i luoghi dei nostri antenati nella fede, non saranno mai dimenticati.
Al termine del corso, siamo stati invitati a passare dall’ascolto all’azione, in gruppi per continenti, abbiamo individuato impegni concreti a livello personale, fraterno, provinciale e continentale. La domanda essenziale non era più soltanto «Che cosa abbiamo imparato?», ma piuttosto «In che modo questa esperienza trasformerà il nostro modo di vivere la vocazione e la missione francescana?» Il corso di formazione si è concluso, ma il cammino del dialogo ricomincia con slancio rinnovato. I suoi veri frutti si vedranno nelle nostre vite e fraternità. Perché il dialogo non è semplicemente qualcosa che facciamo: è il Vangelo che siamo chiamati a vivere, la fraternità che siamo chiamati a costruire e la pace che siamo chiamati a testimoniare.
Torniamo ai nostri luoghi d'origine portando con noi nuove conoscenze, nuove amicizie, un rinnovato senso di appartenenza alla famiglia francescana universale e una convinzione più profonda che il dialogo è una dimensione essenziale della testimonianza del Vangelo oggi. Torniamo con cuori più aperti, orecchie più attente e un rinnovato impegno nel servizio.
È importante e necessario per noi FMSC continuare a formarci in queste tematiche, per essere sempre di più Sorelle Minore Unite nella Diversità e in questa diversità essere segni profetici di dialogo.
Sr Maggaly Warthon Loaiza, FMSC
