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CENTENARIO FRANCESCANO

Centenario Francescano – Capitolo delle Stuoie Ecuador – Quito

Centenario Francescano – Capitolo delle Stuoie Ecuador – Quito

“Lo Spirito di Assisi: fraternità, pace e speranza che si fanno vita”

Durante quattro giorni abbiamo avuto la gioiosa opportunità di vivere un’intensa esperienza di fraternità, incontro e rinnovamento nel Capitolo delle Stuoie, insieme ai giovani della Gioventù Francescana (Gi.Fra.), a due laiche impegnate nella nostra opera in Ecuador – Quito e a fratelli e sorelle provenienti da diverse comunità della Famiglia Francescana.

Sono stati giorni intensi, colmi di gioia, preghiera, riflessione e fraternità. Circa 300 persone si sono riunite con un unico desiderio: incontrarsi, condividere la propria fede e lasciarsi interpellare dallo Spirito di Assisi, quello spirito che ci invita a vivere come fratelli e sorelle, a costruire la pace, a prenderci cura del creato e a riconoscere in ogni persona il volto di Dio.

Fin dal primo momento abbiamo sperimentato di non essere gruppi separati, ma una grande famiglia riunita attorno allo stesso carisma. Giovani provenienti da luoghi, comunità e realtà differenti hanno condiviso esperienze, inquietudini, sogni e speranze. Ogni volto, ogni storia e ogni testimonianza ci hanno ricordato che il carisma francescano continua ad avere forza e significato, specialmente nella vita dei giovani.

Nel corso di questi quattro giorni abbiamo partecipato a momenti di formazione, attività, preghiera, canti, celebrazioni e spazi di condivisione fraterna. Abbiamo vissuto anche qualcosa di tanto semplice quanto significativo: condividere la stessa mensa. I pasti, le conversazioni, le risate e persino la stanchezza sono diventati occasioni per incontrarci come fratelli e sorelle. In ogni attività abbiamo riscoperto che la fraternità non si costruisce soltanto attraverso grandi parole, ma anche mediante piccoli gesti di accoglienza, servizio, ascolto e vicinanza.

I giovani della Gi.Fra. sono stati protagonisti di questa esperienza. Vederli partecipare, cantare, animare, riflettere e condividere con altri giovani francescani ci riempie di speranza. Essi ci ricordano che il messaggio di San Francesco e Santa Chiara continua a toccare i cuori e a suscitare nelle nuove generazioni il desiderio di seguire Cristo attraverso la fraternità, la semplicità e il servizio.

Come religiose missionarie, vivere questo incontro insieme a loro è stata anche un’opportunità per rinnovare la nostra vocazione e la nostra missione. Accompagnare i giovani significa camminare con loro, ascoltare le loro domande, valorizzare i loro sogni e aiutarli a scoprire che Dio continua a chiamarli a essere costruttori di un mondo più fraterno e solidale.

Lo Spirito di Assisi è stato presente non soltanto nei momenti di preghiera e di formazione, ma anche nel modo in cui abbiamo imparato a guardarci, ascoltarci e accoglierci reciprocamente. Ci ha ricordato che la pace comincia quando siamo capaci di riconoscere nell’altro un fratello, quando lasciamo da parte ciò che ci divide e ci apriamo all’incontro.

Nel cammino del Centenario Francescano, questa esperienza assume un significato ancora più profondo. Fare memoria di San Francesco non significa semplicemente ricordare avvenimenti del passato, ma lasciarsi nuovamente provocare dalla sua scelta evangelica. Ottocento anni dopo, Francesco continua a indicarci la fraternità, la pace, la cura del creato e l’incontro con l’altro come vie concrete per vivere il Vangelo nel nostro tempo.

Al termine di questi quattro giorni siamo ritornati nelle nostre comunità con il cuore riconoscente e rinnovato. Portiamo con noi volti, parole, canti, esperienze e insegnamenti che rimarranno nella nostra memoria. Ma, soprattutto, portiamo con noi l’impegno a trasformare in vita ciò che abbiamo celebrato e condiviso.

Il Capitolo delle Stuoie ci lascia un invito concreto: tornare nelle nostre comunità ed essere portatori dello Spirito di Assisi, portando pace dove c’è conflitto, fraternità dove esiste divisione, speranza dove c’è scoraggiamento e gioia dove è necessaria una parola capace di ridare fiducia.

Questi quattro giorni ci hanno fatto comprendere ancora una volta che quando ci riuniamo come Famiglia Francescana, il carisma si fa vita, la fraternità si rafforza e la speranza rinasce.

«Signore, fa’ di noi strumenti della tua pace.»

Con il cuore colmo di gratitudine per questa esperienza e per ogni persona che ha condiviso questo cammino, continuiamo a camminare come fratelli e sorelle, portando nelle nostre comunità la gioia di aver vissuto insieme lo Spirito di Assisi.

Pace e Bene.



CAPÍTULO DE LAS ESTERAS ECUADOR - QUITO

“El Espíritu de Asís”

Durante cuatro días tuvimos la hermosa oportunidad de vivir una experiencia de fraternidad, encuentro y renovación en el Capítulo de las Esteras, junto a jóvenes de la Juventud Franciscana (JUFRA), dos laicas comprometidas con nuestra obra en Ecuador – Quito y hermanos y hermanas de distintas comunidades de la Familia Franciscana.

Fueron días intensos, llenos de alegría, oración, reflexión y fraternidad. Alrededor de 300 personas nos reunimos con un mismo deseo: encontrarnos, compartir nuestra fe y dejarnos interpelar por el Espíritu de Asís, aquel espíritu que nos invita a vivir como hermanos, a construir la paz, a cuidar la creación y a reconocer en cada persona el rostro de Dios.

Desde el primer momento experimentamos que no éramos grupos separados, sino una gran familia reunida en torno a un mismo carisma. Jóvenes de diferentes lugares, comunidades y realidades compartimos nuestras experiencias, inquietudes, sueños y esperanzas. Cada rostro, cada historia y cada testimonio nos recordó que el carisma franciscano sigue teniendo fuerza y sentido, especialmente en la vida de los jóvenes.

A lo largo de estos cuatro días participamos en temas de formación, dinámicas, momentos de oración, cantos, celebraciones y espacios de compartir fraterno. También vivimos algo tan sencillo y significativo como compartir la mesa. Las comidas, las conversaciones, las risas y hasta el cansancio se convirtieron en oportunidades para encontrarnos como hermanos. En cada actividad fuimos descubriendo que la fraternidad no se construye solamente con grandes palabras, sino también con pequeños gestos de acogida, servicio, escucha y cercanía.

Los jóvenes de JUFRA fueron protagonistas de esta experiencia. Verlos participar, cantar, animar, reflexionar y compartir con otros jóvenes franciscanos nos llena de esperanza. Ellos nos recuerdan que el mensaje de San Francisco y Santa Clara continúa tocando corazones y despertando en las nuevas generaciones el deseo de seguir a Cristo desde la fraternidad, la sencillez y el servicio.

Como religiosa misionera, vivir este encuentro junto a ellos fue también una oportunidad para renovar nuestra propia vocación y misión. Acompañar a los jóvenes significa caminar con ellos, escuchar sus preguntas, valorar sus sueños y ayudarles a descubrir que Dios sigue llamándolos a ser constructores de un mundo más fraterno y solidario.

El Espíritu de Asís estuvo presente no solamente en los momentos de oración o formación, sino en la manera en que fuimos aprendiendo a mirarnos, escucharnos y acogernos. Nos recordó que la paz comienza cuando somos capaces de reconocer al otro como hermano, cuando dejamos de lado las diferencias y nos abrimos al encuentro.

Al finalizar estos cuatro días, regresamos a nuestras comunidades con el corazón agradecido y renovado. Nos llevamos rostros, palabras, cantos, experiencias y aprendizajes que permanecerán en nuestra memoria. Pero, sobre todo, nos llevamos el compromiso de hacer vida lo que hemos celebrado y compartido.

El Capítulo de las Esteras nos deja una invitación concreta: volver a nuestras comunidades y ser portadores del Espíritu de Asís, llevando paz donde haya conflicto, fraternidad donde exista división, esperanza donde haya desánimo y alegría donde se necesite una palabra que anime.

Estos cuatro días nos hicieron comprender, una vez más, que cuando nos reunimos como Familia Franciscana, el carisma se hace vida, la fraternidad se fortalece y la esperanza renace.

“Señor, haz de nosotros instrumentos de tu paz.”

Con el corazón agradecido por esta experiencia y por cada persona que compartió este camino, seguimos caminando como hermanos y hermanas, llevando en nuestras comunidades la alegría de haber vivido juntos el Espíritu de Asís.

Paz y Bien.