CENTENARIO FRANCESCANO
Centenario Francescano – Il Pane di San Francesco: sulle orme del Poverello, servendo i fratelli
Un’esperienza di fraternità, servizio e incontro con i più bisognosi
Nel contesto delle celebrazioni della Novena del nostro Patrono, San Francesco d’Assisi, e nel cammino del Centenario Francescano, abbiamo vissuto insieme ai giovani della Gioventù Francescana (Gi.Fra.) un’esperienza particolarmente significativa di fraternità e servizio: uscire incontro ai nostri fratelli più bisognosi per condividere con loro il Pane di San Francesco.
L’esperienza è iniziata già nel momento della preparazione. Gli stessi giovani della Gi.Fra. si sono organizzati con entusiasmo per cucinare e preparare gli alimenti che sarebbero stati successivamente condivisi. Tra sorrisi, lavoro di squadra e spirito fraterno, hanno preparato riso ripieno e una porzione di mate, mettendo in ogni alimento non soltanto le proprie mani, ma anche il proprio cuore.
È stato bello contemplare come i giovani abbiano compreso che servire non significa semplicemente offrire qualcosa di materiale. Ogni alimento preparato portava con sé tempo, impegno, affetto e il desiderio di far sentire all’altro che non è solo e che la sua vita ha valore. In quel momento, anche la cucina è diventata uno spazio di fraternità e di formazione.
Al calare della sera, ci siamo diretti verso le piazze e gli spazi del Centro Storico di Quito, portando con noi le porzioni preparate. Lì abbiamo incontrato persone che vivono diverse situazioni di vulnerabilità e di bisogno. Ci siamo avvicinati con rispetto, semplicità e vicinanza per condividere il cibo e, soprattutto, un momento di incontro.
Ogni consegna si è trasformata in un’occasione per guardare l’altro negli occhi, salutare, ascoltare e condividere una parola. I giovani hanno potuto sperimentare che dietro ogni volto esiste una storia, una vita e una dignità che merita di essere riconosciuta. Più che semplicemente “dare” qualcosa, abbiamo imparato a incontrare i nostri fratelli.
Questa esperienza ci ha richiamato profondamente alla figura di San Francesco d’Assisi, che seppe avvicinarsi ai piccoli, ai poveri e agli esclusi, riconoscendo in loro la presenza di Cristo. Per i nostri giovani, uscire durante la notte e condividere il Pane di San Francesco è stato un modo concreto per portare il Vangelo nelle strade e rendere visibile il carisma francescano.
Nel cammino del Centenario Francescano, che ci invita non soltanto a fare memoria degli eventi della vita di Francesco, ma soprattutto a riscoprirne la forza evangelica per il nostro tempo, questo semplice gesto acquista un significato ancora più profondo. Celebrare Francesco significa tornare al Vangelo, riconoscere Cristo nel fratello e trasformare la memoria in vita, servizio e fraternità.
È stata anche un’esperienza che ci ha permesso di comprendere che la fraternità si costruisce attraverso azioni concrete. Non basta parlare di pace, solidarietà e amore verso il prossimo; siamo chiamati a trasformare questi valori in gesti quotidiani: condividere, servire, ascoltare, accompagnare e riconoscere il fratello.
Al termine della giornata siamo tornati stanchi, ma con il cuore colmo di gioia. I giovani hanno potuto scoprire che molte volte pensiamo di essere noi a dare, mentre in realtà siamo anche coloro che ricevono moltissimo. Abbiamo ricevuto sorrisi, parole di gratitudine, storie di vita e, soprattutto, l’opportunità di sperimentare come l’incontro con il fratello possa trasformare il nostro stesso cuore.
Il Pane di San Francesco è diventato così molto più di un alimento. È stato un segno di fraternità, solidarietà e speranza. Un piccolo gesto per ricordare che nessuno dovrebbe sentirsi dimenticato e che, seguendo le orme di San Francesco, siamo chiamati ad avvicinarci con umiltà a coloro che maggiormente hanno bisogno della nostra presenza.
Che questa esperienza, vissuta durante la Novena del nostro Patrono e nel particolare tempo del Centenario Francescano, possa continuare a lasciare un seme nel cuore di ogni giovane della Gi.Fra. e aiutarci a comprendere che la vera celebrazione di San Francesco non consiste soltanto nel cantarlo, ricordarlo o festeggiarlo, ma nel vivere come lui: facendoci fratelli, servitori e costruttori di pace.
«Abbiamo iniziato cucinando insieme e abbiamo finito per scoprire che il vero alimento è stato l’incontro con il fratello.»
Pace e Bene.
EL PAN DE SAN FRANCISCO POR LA NOVENA DE SAN FRANCISCO DE ASIS
Una experiencia de fraternidad, servicio y encuentro con los más necesitados
En el marco de las fiestas de la Novena de nuestro Patrono, San Francisco de Asís, vivimos junto a los jóvenes de la Juventud Franciscana (JUFRA) una experiencia muy significativa de fraternidad y servicio: salir al encuentro de nuestros hermanos más necesitados para compartir con ellos el Pan de San Francisco.
La experiencia comenzó desde la preparación. Los propios jóvenes de JUFRA se organizaron con entusiasmo para cocinar y preparar los alimentos que posteriormente serían compartidos. Entre risas, trabajo en equipo y espíritu fraterno, prepararon arroz relleno y una porción de mate, poniendo no solamente sus manos, sino también su corazón en cada alimento.
Fue hermoso contemplar cómo los jóvenes comprendían que servir no consiste únicamente en entregar algo material. Cada alimento preparado llevaba consigo tiempo, esfuerzo, cariño y el deseo de hacer sentir al otro que no está solo y que su vida tiene valor. En ese momento, la cocina se convirtió también en un espacio de fraternidad y formación.
Al llegar la noche, nos dirigimos hacia las plazas y espacios del Centro Histórico de Quito, llevando las porciones preparadas. Allí nos encontramos con personas que viven diferentes situaciones de vulnerabilidad y necesidad. Nos acercamos con respeto, sencillez y cercanía para compartir el alimento y, sobre todo, un momento de encuentro.
Cada entrega se convirtió en una oportunidad para mirar al otro a los ojos, saludar, escuchar y compartir una palabra. Los jóvenes pudieron experimentar que detrás de cada rostro existe una historia, una vida y una dignidad que merece ser reconocida. Más que “dar” algo, aprendimos a encontrarnos con nuestros hermanos.
Esta experiencia nos recordó profundamente a San Francisco de Asís, quien supo acercarse a los pequeños, a los pobres y a quienes eran excluidos, descubriendo en ellos la presencia de Cristo. Para nuestros jóvenes, salir durante la noche y compartir el Pan de San Francisco fue una manera concreta de llevar el Evangelio a las calles y hacer visible el carisma franciscano.
También fue una experiencia que nos permitió comprender que la fraternidad se construye con acciones concretas. No basta hablar de paz, solidaridad y amor al prójimo; estamos llamados a convertir esos valores en gestos cotidianos: compartir, servir, escuchar, acompañar y reconocer al hermano.
Al finalizar la jornada, regresamos cansados, pero con el corazón lleno de alegría. Los jóvenes pudieron descubrir que muchas veces creemos que somos nosotros quienes damos, cuando en realidad también recibimos muchísimo. Recibimos sonrisas, palabras de gratitud, historias de vida y, sobre todo, la oportunidad de experimentar que el encuentro con el hermano transforma nuestro propio corazón.
El Pan de San Francisco se convirtió así en mucho más que un alimento. Fue un signo de fraternidad, solidaridad y esperanza. Fue nuestro pequeño gesto para recordar que nadie debería sentirse olvidado y que, siguiendo las huellas de San Francisco, estamos llamados a acercarnos con humildad a quienes más necesitan nuestra presencia.
Que esta experiencia vivida durante la Novena de nuestro Patrono siga dejando una semilla en el corazón de cada joven de JUFRA y nos ayude a comprender que la verdadera celebración de San Francisco no está solamente en cantarlo, recordarlo o festejarlo, sino en vivir como él: siendo hermanos, servidores y constructores de paz.
“Comenzamos cocinando juntos y terminamos descubriendo que el verdadero alimento fue el encuentro con el hermano.”
Paz y Bien.
