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INCONTRO COMUNITA DIPENDENTI 2026

La fraternità: la grazia e la responsabilità della comunione fraterna

La fraternità: la grazia e la responsabilità della comunione fraterna

In questi giorni si è svolto l’incontro delle fraternità dipendenti dalla Madre generale, un tempo prezioso di condivisione, ascolto e riflessione sul significato della vita fraterna e sulla responsabilità di costruire ogni giorno una comunione autentica.

Ad accompagnare il cammino è stata un’immagine particolarmente significativa proposta dalla Madre generale, Sr Marta Camerotto: il rosone. Attraverso la spiegazione della sua funzione e della sua arte architettonica, siamo state invitate a coglierne due aspetti fondamentali: sostenere l’edificio e far entrare la luce.

Questa immagine è diventata così una chiave di lettura della nostra vita comunitaria. Anche la fraternità è chiamata a sostenere, a custodire e, nello stesso tempo, a lasciare entrare la luce. Da qui è nata la riflessione personale e comunitaria: come possiamo far entrare maggiormente la luce nelle nostre comunità?

Ogni giornata è stata accompagnata dalla dinamica della condivisione della Parola di Dio: ascoltarla, proclamarla, leggerla e meditarla con consapevolezza, lasciando che illumini concretamente la vita.

Nella sala dell’incontro era stato collocato un grande rosone, inizialmente coperto da diversi pezzi di carta. Ogni giorno, dopo la condivisione di un brano, di un versetto o di una parola del Vangelo particolarmente significativa, veniva tolto uno dei pezzi che lo nascondevano. Poco alla volta il rosone si rendeva visibile e la luce poteva emergere: un gesto semplice, ma capace di esprimere il cammino che la Parola compie dentro di noi e nelle nostre fraternità.

Durante questi giorni abbiamo avuto anche l’opportunità di ascoltare, attraverso un contributo video, una catechesi di Fra Roberto Pasolini OFMCap, Predicatore della Casa Pontificia, dedicata alla vita fraterna sull’esempio di san Francesco d’Assisi.

Dopo l’ascolto, ci siamo suddivise in gruppi per condividere le risonanze suscitate dalla catechesi. È stato un momento ricco di ascolto reciproco e di confronto, occasione di crescita personale e comunitaria, ma soprattutto uno stimolo evangelico a continuare a costruire, con responsabilità e speranza, la bellezza della fraternità.

La comunione fraterna rimane infatti una grazia da accogliere, ma anche una responsabilità da vivere ogni giorno, perché nelle nostre comunità possa entrare sempre più quella luce che sostiene, unisce e rende visibile la presenza del Signore.