Mese Missionario nel mondo FMSC
Mese Missionario: Una parrocchia, mille volti, un solo cuore dalla Lituania
Una parrocchia non è soltanto un luogo dove ritrovarsi per pregare, ma una comunità viva, fatta di volti, storie, sensibilità e carismi diversi che imparano a camminare insieme.A Kretinga, in Lituania, questa esperienza prende forma attraverso una presenza francescana profondamente radicata nella vita parrocchiale, dove religiosi, religiose e laici condividono la preghiera, la catechesi, l'attenzione ai più poveri e la gioia dell'annuncio.
In questa intervista, sr Danutė, Francescana Missionaria del Sacro Cuore, ci accompagna alla scoperta di una Chiesa che costruisce comunione nella quotidianità. Una testimonianza semplice e autentica, nella quale il carisma di Padre Gregorio continua a vivere attraverso la capacità di creare ponti, accogliere le differenze e riconoscere in ogni persona un fratello o una sorella.
Perché, a volte, per rendere visibile l'amore di Dio basta davvero poco: un saluto, una parola di speranza, una mano tesa o un sincero «Pace e bene».
«Il Santo Padre sottolinea nel messaggio che la missione non è mai un fatto isolato, ma un'azione "corale, comunitaria, sinodale". Nella vita di parrocchia, come si esprime questa coralità nel lavoro quotidiano con i sacerdoti e i laici associati?»
Sto prestando il mio servizio a Kretinga, in Lituania, nella comunità di Padre Gregorio.
Nella nostra parrocchia, che è profondamente francescana, oltre ai Frati Minori, responsabili della comunità parrocchiale, sono presenti altre tre congregazioni francescane femminili, insieme alle Suore di Madre Teresa. È presente anche una comunità molto attiva di Terziari Francescani.
Tutte queste congregazioni e comunità collaborano insieme. Le comunità religiose, insieme ai laici della parrocchia, partecipano agli incontri per organizzare l’anno catechistico e i vari eventi parrocchiali, come la festa del Corpus Domini, la festa di San Francesco, il Perdono d’Assisi e la festa di Sant’Antonio.
Anche le celebrazioni più piccole della parrocchia vengono preparate insieme, con la partecipazione di tutte le comunità religiose e dei laici della comunità parrocchiale.
«L'unità missionaria, dice il Papa, non è uniformità ma "convergenza dei diversi carismi per lo stesso scopo". Quale "tocco" o "colore" tipicamente francescano e missionario senti di portare alla vita liturgica, catechistica e caritativa della comunità parrocchiale locale?»
Essendo la nostra parrocchia già francescana, è naturale che viviamo il calendario francescano molto attivamente. Celebriamo tutte le feste, piccole e grandi, e le memorie liturgiche, attraverso la Liturgia delle Ore, la celebrazione eucaristica e l’adorazione eucaristica. Si cura molto anche il canto, guidato dai Francescani Secolari.
Nella catechesi utilizziamo il modello adottato in tutta la diocesi, ma, come francescani, offriamo anche ai parrocchiani che lo desiderano una proposta di catechesi francescana, elaborata dai Terziari Francescani insieme a suor Inês, una sorella della nostra comunità. Questo percorso si chiama “Bambini di San Francesco”.
Per quanto riguarda la dimensione caritativa, insieme ai laici francescani del Terz’Ordine, partecipiamo alle attività di un centro diurno per ragazzi e bambini poveri della città. Qui, dopo la scuola, i bambini possono mangiare, fare i compiti e partecipare a diverse attività artistiche, come il canto e il disegno. Vengono proposti anche momenti di preghiera comunitaria.
Nella parrocchia esiste anche una cucina per i poveri, dove andiamo ad aiutare insieme ai ragazzi della scuola. Anche noi, di tanto in tanto, ci rechiamo lì per condividere con le persone la preghiera prima del pasto.
Cerchiamo inoltre di rispondere ai bisogni dei poveri, offrendo medicinali e piccoli servizi secondo le nostre possibilità.
Insieme ai laici della parrocchia e alla comunità dei Francescani Secolari, organizziamo anche piccoli mercatini per far conoscere il Vangelo.
Ci rechiamo inoltre, in piccoli gruppi, nelle diverse parrocchie per incontrare le persone e annunciare il Vangelo e il messaggio di San Francesco.
Ogni comunità parrocchiale o religiosa rischia di chiudersi in se stessa, nelle proprie comodità, tradizioni e abitudini.
«Spesso le parrocchie rischiano di chiudersi nelle proprie abitudini. In che modo la presenza di una Francescana Missionaria del Sacro Cuore aiuta la comunità a non smarrire mai lo slancio verso l'esterno, tenendo lo sguardo universale della Chiesa?»
Nella nostra comunità parrocchiale, come Suore Francescane Missionarie del Sacro Cuore, vere figlie del nostro fondatore, Padre Gregorio, cerchiamo prima di tutto di aiutare le persone ad avere lo spirito di Gesù e a tenere sempre presente Gesù Crocifisso.
Cerchiamo di aiutare le persone a scoprire la bellezza della preghiera, dello stare insieme con Gesù nell’Eucaristia, del vivere con Lui nella nostra vita quotidiana e dell’avere il suo stesso spirito.
Vivendo fedelmente il nostro carisma e la nostra vita comunitaria, cerchiamo di testimoniare alle persone che è possibile stare insieme, amarsi e servirsi gli uni gli altri.
In parrocchia cerchiamo di essere segni di unità, un ponte tra le persone: tra i cattolici più tradizionali, che pregano il Rosario, partecipano alla Santa Messa e recitano le litanie, e coloro che appartengono ai gruppi carismatici e che, a volte, possono sentirsi migliori degli altri.
Noi cerchiamo di essere questo filo che unisce, affinché ogni persona si senta parte della nostra parrocchia, appartenente alla stessa comunità.
Prestando il nostro servizio nella comunità parrocchiale, siamo portatrici della Parola di Gesù. Cerchiamo anche di far conoscere le notizie sul Santo Padre, il suo insegnamento, le sue catechesi, le sue parole e i suoi pensieri.
Come diceva il nostro fondatore, Padre Gregorio, le suore devono saper parlare sia con i poveri, che hanno ricevuto meno istruzione, sia con i ricchi, che hanno un livello di istruzione molto elevato, e saper creare un ponte tra loro.
Ed è proprio questo che cerchiamo di fare, con semplicità, gioia, preghiera e amore verso ogni persona che incontriamo lungo la nostra strada, nel nostro servizio e nella nostra città.
A volte basta un semplice «Buongiorno», un «Pace e bene», un «Come state?», un «Avete bisogno di aiuto?» oppure semplicemente dire a qualcuno: «Gesù vi ama».
