Mese Missionario nel mondo FMSC
Mese Missionario: La forza silenziosa di una presenza - Albania
In Albania, la missione delle Francescane Missionarie del Sacro Cuore si vive attraverso una presenza semplice, discreta e profondamente vicina alla gente. Tra villaggi lontani, piccole comunità cristiane e tante necessità quotidiane, le nostre sorelle continuano a custodire la fede e ad accompagnare la vita delle persone. Sr Lia ci racconta una missione fatta di ascolto, condivisione e piccoli gesti, dove la povertà e la semplicità diventano espressione concreta del Vangelo.
Attualmente siamo soltanto in due, io e Sr Toline, a garantire una presenza religiosa stabile in questa realtà. Siamo responsabili di quattro chiese, anche se non possiamo definirle propriamente parrocchie, poiché manca una presenza sacerdotale stabile. Soltanto in una di esse, la domenica, viene a celebrare un vescovo emerito di uno Stato vicino, ma senza collaboratori pastorali. Nelle altre chiese siamo noi a prenderci cura delle celebrazioni della Liturgia della Parola, mentre un sacerdote della diocesi riesce a raggiungerci una volta al mese.
La nostra missione, però, non si limita alla catechesi. È qualcosa di più profondo e impegnativo: significa essere un punto di riferimento per i fedeli, mantenere vivo il legame con la comunità e accompagnare le persone affinché la loro fede non si affievolisca. Cerchiamo di essere una presenza vicina, soprattutto nei momenti più delicati della vita. A volte veniamo chiamate anche ad accompagnare i defunti al cimitero, condividendo con le famiglie il dolore del distacco e la speranza della fede.
Durante l'estate viviamo un'esperienza missionaria particolarmente intensa. Per un mese arrivano sacerdoti, religiose di altre congregazioni e laici, che si mettono a disposizione per raggiungere i villaggi più lontani, quelli che durante l'anno non riusciamo a visitare. In questa occasione si uniscono a noi anche Sr Dila e Sr Rina. Alcune sorelle accompagnano i missionari nelle loro attività, mentre altre due rimangono per occuparsi dell'accoglienza, delle necessità quotidiane e della preparazione degli alimenti. È un mese di servizio, collaborazione e condivisione.
Nel nostro impegno quotidiano possiamo contare su pochissimi collaboratori: una catechista e un'assistente pastorale, che si occupa soprattutto della documentazione e, quando possibile, ci accompagna nella distribuzione di aiuti alimentari e in altre attività di sostegno alle persone più bisognose.
La missione offre anche un servizio di assistenza medica. Un giorno alla settimana una suora collabora dedicandosi in particolare all'incontro e al dialogo con le persone ammalate. Spesso ci rendiamo conto che, oltre alle cure, ciò di cui hanno maggiormente bisogno è qualcuno che si fermi ad ascoltarle, che accolga le loro preoccupazioni e faccia sentire loro una presenza amica.
Un altro ambito importante del nostro servizio è il doposcuola. Un'insegnante ci aiuta a seguire i bambini nello studio, mentre noi ci occupiamo del pranzo e condividiamo con loro momenti di gioco e di fraternità. Sono gesti semplici, ma attraverso di essi cerchiamo di offrire ai bambini non soltanto un sostegno concreto, ma anche un ambiente di accoglienza e di serenità.
Questo, più o meno, è ciò che portiamo avanti nella nostra missione. Forse non ho risposto esattamente a quanto mi veniva chiesto, ma credo che ciò che maggiormente ci distingue sia proprio la nostra povertà: non tanto quella materiale, quanto soprattutto quella spirituale, insieme alla semplicità con cui cerchiamo di vivere ogni giorno.
È una missione fatta di poche persone, di possibilità limitate e di tanti piccoli gesti quotidiani. Eppure, proprio in questa semplicità, cerchiamo di rimanere vicine alla gente e di custodire, insieme a loro, il dono della fede.
