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AD FONTEM! I giovani della Chiesa bulgara a Medjugorje
Dal 1˚ al 6 agosto 2026, Medjugorje ha accolto il 37˚ Festival Internazionale dei Giovani, riunendo giovani provenienti da 73 Paesi. Circa 70.000 giovani si sono ritrovati nella preghiera, nel silenzio e nella fraternità. Una testimonianza forte e luminosa che i giovani, ancora oggi, hanno sete di Dio, di verità, di amore, di speranza e di un senso autentico per la propria vita. Il tema di questa edizione, “Ad fontem! - Alla Fonte!”, è stato un invito a tornare all’essenziale, alla sorgente della fede, a quella Fonte viva che è Cristo.
Giovani in cerca di autenticità
I giovani cercano cose autentiche. E lo hanno dimostrato in modo concreto. Sotto un sole cocente, con temperature che hanno raggiunto i 40 gradi, migliaia di giovani sono rimasti per ore ad ascoltare le catechesi e le testimonianze, a pregare il Rosario, a partecipare alla Santa Messa e all’Adorazione Eucaristica, vivendo con entusiasmo anche i momenti di animazione e di fraternità. Nonostante il caldo e la fatica, erano lì. Perché quando il cuore cerca davvero, anche la fatica diventa parte del cammino. Non hanno cercato semplicemente emozioni o divertimento. Hanno cercato Cristo, lasciandosi coinvolgere profondamente da un’esperienza che ha parlato al cuore.
Sulle orme di San Francesco
Particolarmente significative sono state le catechesi, tutte incentrate sulla figura di San Francesco d’Assisi. Attraverso la sua vita, i giovani sono stati accompagnati a riscoprire il significato del ritorno alla Fonte: tornare a Cristo, lasciare ciò che è secondario e permettere a Dio di diventare il centro della propria esistenza. Francesco, uomo innamorato di Cristo, ha indicato loro una via fatta di semplicità, conversione, misericordia, fraternità e fiducia in Dio. Questa dimensione francescana si è intrecciata con la celebrazione del Perdono di Assisi del 2 agosto, richiamando il dono della misericordia e della riconciliazione: lasciarsi perdonare da Dio, deporre davanti a Lui ciò che pesa sul cuore e ripartire con una vita nuova.
Testimonianze che diventano domande
Forti sono state anche le testimonianze di persone che hanno raccontato il proprio cammino di conversione e il passaggio da una vita lontana da Dio a una vita nuova in Cristo. Le loro storie hanno mostrato che la conversione è possibile e che Dio può trasformare la vita di ogni persona. I giovani si sono lasciati interrogare. Quelle testimonianze sono entrate nel cuore e hanno fatto nascere domande profonde: “E io? Cosa vuole Dio dalla mia vita?”
La gioia di ricominciare
Uno dei frutti più belli di questi giorni sono state le innumerevoli confessioni. Migliaia di giovani hanno cercato un sacerdote per ricevere il perdono di Dio e ricominciare. Medjugorje è diventata ancora una volta una vera “confessionale del mondo”, dove persone provenienti da popoli e culture diverse hanno ritrovato la gioia della riconciliazione. È qui che “Ad fontem!” è diventato esperienza concreta: tornare alla Fonte significa lasciarsi raggiungere dalla misericordia di Dio e avere il coraggio di ricominciare. Il cuore di ogni giornata è stata la Santa Messa. In una delle celebrazioni hanno concelebrato più di 600 sacerdoti provenienti da diversi Paesi e continenti: un’immagine bellissima dell’universalità della Chiesa e dell’unità che Cristo crea tra i suoi figli.
La Bulgaria e i giovani di Gitnitza
In mezzo a questo mare di giovani, anche la Bulgaria era presente. Dal nostro Paese hanno partecipato 33 giovani, accompagnati da Mons. Rumen Stanev, Vescovo della Diocesi Sofia-Plovdiv, padre Petar Zvarkal, salesiano, un diacono e tre suore. Tra loro c’erano anche i giovani della Parrocchia Maria Assunta di Gitnitza, che insieme a suor Krasimira Govedarska hanno vissuto questi giorni come un vero cammino di fede, fraternità e gioia nel Signore. Hanno affrontato la fatica del pellegrinaggio con entusiasmo e si sono lasciati coinvolgere pienamente dall’esperienza spirituale del Mladifest. Hanno sperimentato che il cammino verso Cristo è ancora più bello quando lo si percorre insieme, sostenendosi e lasciandosi guidare da Maria verso Gesù.
Una Chiesa giovane e senza confini
È stato emozionante vedere giovani di lingue, culture e popoli diversi diventare una cosa sola. Diversi nelle origini, ma uniti dalla stessa fede, dalla stessa speranza e dallo stesso amore: Cristo. Medjugorje ha mostrato il volto di una Chiesa giovane, viva e universale, nella quale nessuno era straniero. E in questo cammino, Maria, Regina della Pace, ha accompagnato ogni passo. Nel silenzio e nella preghiera del Rosario, ai piedi del Podbrdo, tanti giovani hanno affidato a Maria la propria vita, le proprie famiglie, le proprie ferite e i propri desideri.
Il pellegrinaggio continua a casa
Il Mladifest è una chiamata a un nuovo inizio. Ogni pellegrino torna a casa con la propria storia, ma anche con un desiderio nuovo: non lasciare a Medjugorje ciò che ha vissuto, ma trasformarlo in vita. Perché il vero pellegrinaggio comincia quando torniamo a casa con un cuore cambiato, più vicino a Cristo, alla Chiesa e più disposto a vivere il Vangelo ogni giorno.
Ad fontem! Alla Fonte che è Cristo. Alla Fonte da cui nasce una vita nuova.
Alla Fonte dalla quale ripartire per portare nel mondo la gioia del Vangelo. Dopo questi giorni di grazia, riprendiamo il cammino con un cuore rinnovato e una fede più viva, lasciando che ciò che abbiamo ricevuto a Medjugorje continui a portare frutto nella nostra vita. Con Cristo nel cuore, con Maria al nostro fianco e con la gioia del Vangelo da portare a tutti.
suor Krasimira Govedarska
